{"id":952,"date":"2022-05-03T19:25:04","date_gmt":"2022-05-03T17:25:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.creasiena.it\/memorie-di-sale\/?p=952"},"modified":"2022-07-05T22:59:14","modified_gmt":"2022-07-05T20:59:14","slug":"la-riappropriazione-del-sale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.creasiena.it\/memorie-di-sale\/la-riappropriazione-del-sale\/","title":{"rendered":"La riappropriazione del sale"},"content":{"rendered":"<h2>Il furto del sale come \u00abaccomodamento\u00bb<\/h2>\n<p>Le esperienze raccolte intorno ad eventi riguardanti le pratiche del furto del sale conducono a parlare di tale evento al plurale, perch\u00e9 diversi sono i soggetti che lo mettono in atto, differenti sono anche i soggetti che tentano di contenerlo e frenarlo e di porre ad esso dei confini morali anche attraverso azioni con finalit\u00e0 educative. Ugualmente se da un lato agli occhi dell\u2019Istituzione dei Monopoli di Stato l\u2019atto appare sempre come un accaparramento \u201cindebito\u201d di tale materia prima, dall\u2019altro differenti, sono, per coloro che lo realizzavano, le ragioni e le percezioni e i significati che accompagnavano tale pratica.<\/p>\n<p>Durante gli incontri con le persone nel corso della ricerca, gli accadimenti, le considerazioni e i ricordi dei furti del sale mi venivano raccontati solo se suggeriti; era possibile cogliere una sorta di \u201crimosso collettivo\u201d che si incarnava nei singoli testimoni, soprattutto in coloro che avevano avuto un\u2019esperienza diretta nella salina a conduzione \u201cartigianale\u201d, mentre coloro che avevano avuto esperienze indirette perch\u00e9 figli di salinari o ancora di pi\u00f9 perch\u00e9 impiegati in diverse e specifiche\u00a0 mansioni nella salina \u201dindustriale\u201d, esprimevano una narrazione\u00a0 molto breve, che trattava il tema in modo sommario: da un lato c\u2019erano i Monopoli dello Stato con tutta la loro architettura di controllo <em>versus<\/em> l\u2019evento stesso del furto, le cui conseguenze erano presentate come la possibile esautorazione dal ruolo di conduttore della salina e l\u2019eventuale inciampo in sanzioni amministrative pecuniarie che per\u00f2 non erano ben meglio specificate, dall\u2019altro vi erano i salinari, che con paura si attenevano alle regole stabilite.<\/p>\n<p>A questo proposito vale la pena citare l\u2019architettura dello Stato che fungeva da controllo, costituita originariamente da caselli<sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"1\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_952\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_952-1\">1<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_952-1\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">I guardiani controllavano i salinari all\u2019uscita dalle saline per evitare furti e contrabbando del sale. In origine i caselli erano tredici, oggi ne restano solo cinque.<\/span><\/span>, postazioni di sorveglianza collocate sulle principali vie di accesso alle saline e supplita successivamente dopo l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia dalla presenza dei Finanzieri Italiani collocati in garitte, sparse lungo il perimetro delle saline.<\/p>\n<p>Le saline nella storia, con la sequela dei proprietari: Ravenna, Venezia, la Camera Apostolica, il Regno d\u2019Italia, e infine, con il Regio Decreto del 1912, con il quale si diede avvio ad un processo di passaggio delle propriet\u00e0 dei fondi saliferi allo Stato, i Monopoli dello Stato italiano, che dal punto di vista della comunit\u00e0 locale sono sempre stati considerati \u201caltri\u201d ed \u201cestranei.\u201d<\/p>\n<p>In questo contesto il dispiegarsi di eventi di furti e \u201cprelevamenti\u201d del sale. evidenziati dall\u2019etnografia in riferimento all\u2019ultimo periodo della forma produttiva della salina a regime \u00abartigianale\u00bb e sotto l\u2019esclusivo dominio del Monopolio dello Stato italiano, ritengo possano essere letti come momenti di crisi delle norme sociali imposte dallo Stato stesso sulla comunit\u00e0 cervese; espressione di frizioni che caratterizzavano la struttura dell\u2019assetto organizzativo, produttivo e sociale della realt\u00e0 salinara, le quali trovavano un loro accomodamento in pratiche di furto o \u201csottrazioni\u201d di sale ripetute ed estese a pi\u00f9 soggetti.<\/p>\n<p>Il furto appare, a nostro vedere, come un \u201caggiustamento dialettico\u201d locale fra le parti in gioco, la realt\u00e0 cervese da una parte e quella padronale e direzionale dall\u2019altra, un\u2019espressione di un \u201cconflitto endemico\u201d sociale intorno all\u2019elemento \u201csale\u201d inteso nella sua complessit\u00e0, ovvero come realt\u00e0 produttiva e sociale configurata.<\/p>\n<p>Seguendo questo ragionamento \u00e8 mia intenzione, con il ricorso all\u2019etnografia, evidenziare come la pratica del furto, cos\u00ec estesa e data per assodata dai miei interlocutori e che si concretizzava in piccoli \u201cprelievi\u201d del sale che il salinaro faceva dal mucchio del sale della salina coltivata per evitarne l\u2019acquisto o per rifornire chi a sua volta lo vendeva, era accettata dai rappresentanti dello Stato e regolata da pratiche di dazio. Il dazio o la \u00abdazione\u00bb va intesa come modo di estinzione delle obbligazioni, per cui il debitore, d\u2019accordo con il creditore, compie una prestazione diversa da quella dovuta, una modalit\u00e0 interna che regolava il passaggio del sale dai finanzieri ad altri soggetti, e che assumeva una connotazione concreta di situazione in situazione.<\/p>\n<p>Contadini e salinari, per prendere del sale, dovevano dare della merce o offrire prestazioni.<\/p>\n<p>Il sale, che era oggetto di ruberia da parte della popolazione contadina che abitava tutte le zone limitrofe, era utilizzato per la conservazione della carne, in particolare quella del maiale. Inoltre atti di ladreria erano compiuti da tutti i soggetti che operavano nella salina, anche dai bambini che venivano utilizzati dagli adulti a questo scopo. Come vedremo, persino gli stessi controllori non erano del tutto estranei a tale pratica.<\/p>\n<p>Vale a questo proposito procedere con la lettura dei brani etnografici attraverso le parole di Maria Pia Alessi, nata l\u2019otto febbraio del 1935, che a lungo ha lavorato nella salina, e di Massimo Medri, nato nel 1951, che ha trascorso la sua infanzia a contatto con il mondo salinaro.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.A<\/strong><sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"2\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_952\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_952-2\">2<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_952-2\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"2\">Legenda M.A.= Maria Antonietta Alessandri M.P.A. = Maria Pia Alessi<\/span><strong>:<\/strong> Senti Maria Pia ti \u00e8 mai successo di aver saputo di qualche episodio di furto di sale in salina?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.P.A.:<\/strong>\u00a0Oh tutti andavano a portar via la sera, la notte tutto all&#8217;aperto; c&#8217;erano i finanzieri che giravano per\u00f2 riuscivano sempre. Pi\u00f9 Pisignano e Castiglione che portavano via ma anche quelli della Pinarella. Tutti portavano via il sale, tutti erano onesti, per\u00f2 lo portavano via tutti. Invece di andare dai tabacchi a prenderlo perch\u00e9 lo vendevano dai tabacchi &#8230;c&#8217;era un tabacco l\u00ec di fronte alla farmacia che adesso hanno chiuso dei Bedeschi, c&#8217;era Gigin con l&#8217;Afra che vendevano il sale in un bel contenitore una bella bilancia, bella di vetro, era una bambina per\u00f2 mi ricordo, quella l\u00ec mi \u00e8 rimasta impressa [Alessi Maria Pia, 22 giugno 2016].<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.A:<\/strong> Mi racconta della sua esperienza del mondo salinaro?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.M.:<\/strong> \u2026adesso io\u00a0 sono particolarmente affezionato perch\u00e9 io che ero piccolissimo mio nonno mi usava per raschiare il fondo delle burchielle, rubare fra virgolette, il sale rimasto quando tornavano dal\u00a0 deposito del magazzino del sale tornavano nella &#8230;in via Bova dove c&#8217;era lo slargo e l\u00ec venivano, aspettavano il successivo carico per\u00f2 rimaneva questo sale e noi bambini che, perch\u00e9 c&#8217;era tutto il cordone attorno dei finanzieri che ovviamente badavano come si diceva allora le saline, oltre i guardiani e questo rappresentava\u00a0 ovviamente un rischio perch\u00e9 se ti prendevano ovviamente eri accusato di furto, quindi facevamo queste operazioni\u2026 [Medri Massimo, 29 ottobre 2015]<\/p>\n<h2>Economia morale del furto del sale<\/h2>\n<p>\u00c8 utile ai fini della nostra analisi interrogarsi sul senso e sul significato che, dal punto di vista di chi lavorava in salina, assumeva il \u201cfurto\u201d del sale e domandarsi: prendere una piccola parte di sale era considerato un furto da parte di chi lavorava in salina?<\/p>\n<p>Tale pratica connette in primo luogo due percezioni inestricabilmente intrecciate fra loro, una inerente al valore del sale e l\u2019altra relativa al prelievo del sale inteso come \u201cvizio\u201d.<\/p>\n<p>Il prelievo del sale era considerato come un \u201cvizio\u201d del salinaro, pi\u00f9 che una vera trasgressione della Legge. Tale considerazione si lega alla prossimit\u00e0 quotidiana con esso, al fatto che il sale prelevato dal mucchio di sale fosse stato prodotto dallo stesso salinaro, e infine al basso costo a cui veniva venduto.<\/p>\n<p>Il sale era l\u00ec, valeva poco, piccoli prelievi non erano un furto!<\/p>\n<p>Lo stesso mancato furto \u00e8 dovuto pi\u00f9 alla presenza di un controllo e alla paura per le sanzioni conseguenti a tale atto che a una convinzione certa che tale azione non si dovesse fare.<\/p>\n<p>Ma lasciamo che sia Silvano Giunchi, nato il nove aprile 1923, salinaro, a parlarci.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>S.G.:<\/strong> S\u00ec, ma non era un furto!<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">Perch\u00e9, il sale che furto era?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">Andare solamente a prenderlo, eppure ce ne erano di quelli che ne portavano a casa! Io non ho mai portato a casa neanche un etto di sale, neanche un etto! Abitavo qui eh! Mai portato a casa, mai portato a casa il sale per la paura! Perch\u00e9 no no&#8230;tanto per quello che costava, magari alle volte me lo portavano i miei amici, quelli che lavoravano l\u00ec con me, ma io non l&#8217;ho mai portato a casa, invece ho conosciuto dei miei amici &#8230; una volta uno che aveva il vizio di portare a casa il sale si chiamava &#8230;veniva da una strada delle saline, aveva la bicicletta per\u00f2 aveva riempito di sale il manubrio, quando \u00e8 stato a met\u00e0 strada si \u00e8 piegata la ruota, si \u00e8 piegata la ruota pensi un p\u00f2! &#8220;<em>Moh e mi Sign\u00f3r<\/em>!&#8221;\u00a0Ha dovuto ha dovuto buttare via il sale tutto. Eppure era uno che non ne aveva bisogno, non ne aveva bisogno per\u00f2 lo facevano tutti i salinai, portavano a casa un po\u2019 di sale per non andarlo a comprare, io non lo portavo a casa neanche per non andarlo a comprare, mai mai mai! Almeno se mi crede [Giunchi Silvano, 29 ottobre 2015].<\/p>\n<p>Nella prima parte di questo testo ho esposto come la pratica del furto coinvolgesse pi\u00f9 persone con ruoli differenti.<\/p>\n<p>I contadini rientravano fra coloro che prendevano il sale; tale azione di prelievo era compensata dalla consegna di merce ai finanzieri.<\/p>\n<p>Ancora una volta lasciamo che sia Silvano Giunchi a chiarirci questo aspetto.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>MA: <\/strong>Silvano, lei se lo ricorda nelle saline quando c&#8217;erano le guardie che controllavano il sale?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>S.G.:<\/strong> S\u00ec!<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>MA:<\/strong> Se lo ricorda se c&#8217;erano dei tentativi di furti? Racconti un po&#8217;&#8230;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>S.G.:<\/strong> Tentativi di furto ci sono sempre stati, \u00e8 inutile andare a rivangare queste cose qui perch\u00e9 anche i finanzieri, anche loro erano messi come gli altri, magari dicevano con i finanzieri: &#8220;Ti porto un po\u2019 di&#8230;, una gallina, perch\u00e9 allora i contadini facevano cos\u00ec, andavano a prendere un po\u2019 di sale, il sale non costava niente, cosa costava il sale? Per\u00f2 loro per avere il sale davano queste cose qui, e difatti che dopo loro magari potevano prendere; io parlavo con un mio amico che faceva la guardia come ha detto lei, diceva &#8220;Io ero nella garitta e venivano di l\u00ec e dicevano: \u201dDovrei prendere un po\u2019 di sale per \u2026per\u00f2 per\u00f2 posso darle questa qui?&#8221;, &#8220;Metti l\u00ec, metti l\u00ec&#8221; dicevano e prendevano [Giunchi Silvano, 29 ottobre 2015].<\/p>\n<p>La pratica del furto intercetta invece la pratica dello scambio quando coinvolge salinari e contadini, come possiamo leggere nel brano seguente, dove Mario Fucci, nato a Cervia nel 1937, figlio di un salinaro, parla del nonno anch\u2019egli salinaro soprannominato <em>Fis-cion<\/em>.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.F.:<\/strong> &#8230;comunque il sale il nonno lo\u00a0 prendeva per fare baratto, per fare lo scambio, in quel momento vigeva veramente l&#8217;economia del baratto, infatti il nonno il sale lo portava in campagna perch\u00e9 lo scambiava con delle uova, fagioli, patate, del formaggio; portava a casa sempre delle forme di\u00a0 formaggio di pecora, ne portava a casa diverse e la mamma lo faceva in parte stagionare mettendolo su in alto sulla credenza, che poi non c&#8217;era il formaggio, la forma, la grana, ma si grattugiava il pane il formaggio\u00a0 di pecora che era quello stagionato. A volte portava a casa anche un po\u2019 di pane, un po\u2019 di farina, oppure del pane bianco che il pane bianco era un pane bianchissimo e profumatissimo. Evidentemente la sensazione, queste sensazioni erano dovute al fatto che mangiavamo pane nero razionato e spesso sapeva di muffa e quando si spezzava dentro trovavamo anche qualche vermiciattolo che naturalmente si buttava via [Fucci Mario, 22 giugno 2016].<\/p>\n<figure id=\"attachment_971\" aria-describedby=\"caption-attachment-971\" style=\"width: 2000px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%202000%201333'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-971 size-full\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.creasiena.it\/memorie-di-sale\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2022\/05\/CML_7878.jpg\" alt=\"La garitta della Guardia di Finanza dove i militari si appostavano per controllare le saline\" width=\"2000\" height=\"1333\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-971\" class=\"wp-caption-text\"><noscript><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-971 size-full\" src=\"https:\/\/www.creasiena.it\/memorie-di-sale\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2022\/05\/CML_7878.jpg\" alt=\"La garitta della Guardia di Finanza dove i militari si appostavano per controllare le saline\" width=\"2000\" height=\"1333\" srcset=\"https:\/\/creasiena.it\/memorie-di-sale\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2022\/05\/CML_7878.jpg 2000w, https:\/\/creasiena.it\/memorie-di-sale\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2022\/05\/CML_7878-1200x800.jpg 1200w, https:\/\/creasiena.it\/memorie-di-sale\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2022\/05\/CML_7878-600x400.jpg 600w, https:\/\/creasiena.it\/memorie-di-sale\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2022\/05\/CML_7878-770x513.jpg 770w, https:\/\/creasiena.it\/memorie-di-sale\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2022\/05\/CML_7878-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/creasiena.it\/memorie-di-sale\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2022\/05\/CML_7878-360x240.jpg 360w, https:\/\/creasiena.it\/memorie-di-sale\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2022\/05\/CML_7878-500x333.jpg 500w, https:\/\/creasiena.it\/memorie-di-sale\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2022\/05\/CML_7878-1155x770.jpg 1155w, https:\/\/creasiena.it\/memorie-di-sale\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2022\/05\/CML_7878-370x247.jpg 370w, https:\/\/creasiena.it\/memorie-di-sale\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2022\/05\/CML_7878-293x195.jpg 293w, https:\/\/creasiena.it\/memorie-di-sale\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2022\/05\/CML_7878-1400x933.jpg 1400w\" sizes=\"(max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/><\/noscript> La garitta della Guardia di Finanza dove i militari si appostavano per controllare le saline<\/figcaption><\/figure>\n<h2>Il furto come pratica di un\u2019economia informale<\/h2>\n<p>Il furto non era solo una pratica sottoposta alle regole del dazio fra finanzieri e altri soggetti e ad azioni di di scambio fra salinari e contadini, ma costituiva anche una pratica avente il fine di lucrare sulla vendita del sale. \u00c8 il caso dell\u2019attivit\u00e0 svolta da alcuni salinari che consisteva nell\u2019inganno sul peso del sale all\u2019atto della vendita. Ancora una volta \u00e8 Silvano Giunchi ad illustrarci quanto accadeva.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>MA:<\/strong> Lei ha lavorato quando ancora le saline erano artigianali e il sale veniva venduto, il prezzo a cui veniva venduto, era un prezzo giusto?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>S.G.:<\/strong> Questo non lo so perch\u00e9 &#8230;per\u00f2 per dire l&#8217;esempio venivano i camion a caricare il sale e noi facevamo i sacchi e loro prendevano i sacchi, prendevano un tanto a sacco ma non so quanto pagassero, ma anche l\u00ec c&#8217;\u00e8 stata la truffa perch\u00e9 chi pesava il sale invece di pesare un quintale ne pesava un quintale e dieci, un quintale e venti, e poi quando arrivavano al posto dove arrivava il camion dicevano: &#8220;Abbiamo dato questo qui&#8221; e gli davano i soldi. Fra l&#8217;altro dei nostri amici che lavoravano con noi l&#8217;hanno fatto, li abbiamo scoperti e poi dopo han dovuto smettere perch\u00e9 prendevamo la colpa tutti pensi un po\u2019. Una volta con un mio amico in vespa abbiamo seguito un camion fino alle Marche, s\u00ec perch\u00e9 vedevamo uno che era salito nel camion ed era quello che pesava! E allora quando siamo arrivati l\u00e0 ci siamo presentati dov&#8217;\u00e8 che hanno scaricato il sale e abbiamo detto: \u201cNoi siamo di Cervia&#8221;; &#8220;Ah ma l&#8217;abbiamo gi\u00e0 pagato&#8221; han detto, a quello che era salito sul camion, \u201cPensi un po\u2019!\u201d [Giunchi Silvano, 29 ottobre 2015].<\/p>\n<p>In questo caso ci troviamo di fronte ad azioni ripetute di furti realizzati sotto forma di \u201ctruffa\u201d ad opera di alcuni salinari, commessi a danno della Direzione della Salina e degli stessi salinari per procurarsi un illecito profitto.<\/p>\n<p>Tale frode sul peso del sale svolta da pochi metteva a rischio la considerazione dei salinari, i quali temendo di essere stigmatizzati\u00a0 reagiscono cercando di frenarla.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Il furto \u00abmesso in scena\u00bb<\/h2>\n<p>Nell\u2019ultimo brano etnografico che analizziamo viene narrato un evento in cui si d\u00e0 corso alla rappresentazione di un furto e delle sue possibili conseguenze da parte di un salinaro, padre di Mario Fucci, e di una guardia, allo scopo di educare il bambino.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 Mario Fucci a raccontarci tale evento, drammatico per lui, ed estremamente interessante per la nostra analisi.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.F.:<\/strong> Ricordo le guardie sempre con il fucile in spalla. A proposito del sacchetto di sale mi \u00e8 venuto in mente che, quando il babbo aveva la salina, per evitare il varco ho chiesto alla mamma che mi facesse un sacchetto, un sacchettino di sale, perch\u00e9 anch&#8217;io volevo portare a casa il mio sale; il giorno dopo infatti prima di venire a casa riempii di sale il sacchetto di sale, <em>e mal\u00e8t<\/em><sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"3\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_952\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_952-3\">3<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_952-3\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"3\"><em>E mal\u00e8t<\/em>. <span style=\"font-weight: 400;\">S<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">acchetto di tela che si riempiva di sale che il salinaro nascondeva sotto la giacca o dentro i pantaloni per portar via un po&#8217; di sale. Poteva contenere al massimo due etti di sale.<\/span><\/span>, e me lo nascosi dentro i pantaloncini di tela corti, poi in bicicletta seguii il babbo all&#8217;uscita che per il babbo era il casello della Bova, solamente che man mano che mi avvicinavo al casello sentivo che il cuore mi batteva sempre pi\u00f9 forte, finalmente arriviamo al casello, il babbo passa il casello, quindi io mi tranquillizzo, per\u00f2 mentre lo sto passando anch&#8217;io la guardia mi ferma, mi guarda e mi fa: &#8220;So che rubi il sale e quindi adesso vieni con me in caserma\u201d. A quel punto mi sono messo a piangere, un pianto a dirotto e seguii la guardia con il babbo in caserma. La caserma era un fabbricato, era l&#8217;unico fabbricato in mezzo alle saline, che si stagliava in mezzo alle saline ma per me nella mia fantasia di bambino era un fabbricato pauroso, tetro, pieno di misteri, come piena di misteri era anche la chiesetta che sorgeva l\u00ec, l\u00ec accanto. Si diceva che nelle notti di luna piena si vedessero i fantasmi e si udissero i loro lamenti. Arrivammo finalmente alla caserma, entrammo, mi fecero sedere, poi la guardia e il babbo si allontanarono, ma con mia grande sorpresa ritorn\u00f2 subito la guardia con dei biscotti, dopo rientr\u00f2 il babbo, apr\u00ec la sua borsa, tir\u00f2 fuori tutto quello che era necessario per fare barba e capelli perch\u00e9 il babbo faceva nel tempo libero anche il barbiere. Allora capii che mi avevano fatto uno scherzo, uno scherzo di cattivo gusto, comunque da quel giorno il sacchetto rimase sempre a casa e il sale per quanto mi riguardava \u00e8 rimasto sempre in salina [Fucci Mario, 22 giugno 2016].<\/p>\n<p>Il brano evidenzia un rapporto fra salinaro e guardia in cui il finanziere \u00e8 colui\u00a0che esercita il potere dell\u2019istituzione ma lo gestisce secondo una relazione che \u00e8 prossima al mondo in cui\u00a0 lui vive, quello dei salinari. Se ne desume una relazione fra queste due figure che poteva giungere anche ad un livello di stretta complicit\u00e0, anche se si svolgeva sempre nel rispetto delle regole e dei ruoli.<\/p>\n<p>Ne possiamo trarre che l\u2019economia del furto, di cui \u00e8 simbolo il sacchettino portato dai salinari sotto i pantaloni, denominato <em>e<\/em> <em>mal\u00e8t<\/em>, \u00e8 accettata e accompagnata, nel caso che stiamo esaminando, dalla volont\u00e0 di educare il bambino a limitarla. La sottrazione del sale, come abbiamo evidenziato precedentemente, poteva non essere punita, se l\u2019autore del \u201cfurto\u201d offriva qualcosa in cambio, cio\u00e8 merce o prestazioni, nello specifico il taglio dei capelli e della barba: dunque una pratica del \u201cdare\u201d si poneva come compensazione all\u2019atto di \u201cprendere\u201d il sale.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Considerazioni conclusive<\/h2>\n<p>L\u2019organizzazione della realt\u00e0 produttiva del sale prevedeva che il sale prodotto al suo interno avesse un\u2019unica modalit\u00e0 di uscita: la pesatura e l\u2019immissione nel mercato.<\/p>\n<p>L\u2019aver preso in esame la pratica del furto ci ha permesso di capire che parallelamente a un\u2019economia del sale ufficiale dei Monopoli dello Stato italiano, agiva sottotraccia un\u2019economia del furto che coinvolgeva diversi soggetti che non sempre lavoravano in salina. Essa interessava i salinari, i finanzieri, i contadini e le genti delle zone limitrofe ed era sicuramente un\u2019economia povera.<\/p>\n<p>Da quanto emerge dall\u2019etnografia, tale pratica era tollerata dai rappresentanti locali dei Monopoli dello Stato, anche se cercavano di limitarla e di governarla. Era infatti la figura del Finanziere a dirigere l\u2019atto del prelievo, consentendolo solo ad una condizione ricorrente che richiama all\u2019istituzione del dazio, regolata di volta in volta sulla qualit\u00e0 e la quantit\u00e0 del dare. Essa costituiva una <em>conditio sine qua non<\/em> dei prelievi del sale fatti dai contadini e dai salinari conformemente con la situazione asimmetrica in termini di potere fra costoro e i finanzieri.<\/p>\n<p>Quando invece questa caratteristica di economia del dazio non pu\u00f2 essere rintracciata, allora il furto assume le caratteristiche di un \u00abdramma sociale\u00bb che \u00absi manifesta innanzitutto come rottura di una norma, come infrazione di una regola della morale, della Legge, del costume o dell\u2019etichetta in qualche circostanza pubblica\u00bb <span style=\"font-weight: 400;\">(Turner V., 1986, pp. 171-172).<\/span>\u00a0\u00c8 il caso dell\u2019inganno sul peso del sale al momento della vendita, che si pone come un\u2019infrazione della Legge.<\/p>\n<p>Nella prima parte di questo lavoro ho ipotizzato un\u2019interpretazione della pratica del furto del sale come un \u00abaccomodamento\u00bb all\u2019interno del mondo salinaro fra due parti in gioco: lo Stato da un lato e la comunit\u00e0 cervese dall\u2019altro, esautorata nel corso della storia<sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"4\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_952\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_952-4\">4<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_952-4\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"4\"><span style=\"font-weight: 400;\">Almeno fino alla nascita della nuova Societ\u00e0 \u201cParco della Salina di Cervia s.r.l.\u201d costituita l\u2019otto dicembre 2002 per volont\u00e0 di un gruppo di enti locali che ne sono diventati soci fondatori.<\/span><\/span>da qualsiasi ruolo decisionale e direttivo in merito alla gestione dell\u2019organizzazione produttiva del sale che al contrario era un bene locale.<\/p>\n<p>Tragica fu nel 1959 la chiusura della salina \u00abartigianale\u00bb dovuta alla scarsa redditivit\u00e0 causata da diversi fattori, la quale ha portato alla perdita di tutto ci\u00f2 che faceva parte del mondo dei salinari, dal loro patrimonio esperienziale alle loro usanze e modi di vivere.<\/p>\n<p>Tornando a come possa essere interpretato il furto del sale, ritengo che l\u2019analisi etnografica abbia evidenziato come piccoli prelievi del sale anche quotidiani fossero tollerati, anche se si cercava di contenerli. Inoltre la considerazione da parte dei salinari che il prendere del sale non potesse essere considerato un furto, unita al fatto che le azioni di furto erano accompagnate da un\u2019economia del dazio, del dare una compensazione da parte di coloro che erano controllati a coloro che controllavano, ci portano a considerare tale pratica non tanto come ruberia a danno di qualcuno, quanto piuttosto come un\u00a0 \u00abaggiustamento\u00bb a vantaggio di tutti, ma che aveva certamente anche lo scopo di evitare l\u2019acuirsi di tensioni sociali all\u2019interno del mondo produttivo e sociale della salina.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Legenda<\/h3>\n<p>M.A.= Maria Antonietta Alessandri<br \/>\nM.P.A. = Maria Pia Alessi, testimonianza rilasciata il 22 giugno 2016<br \/>\nG.S. = Silvano Giunchi, testimonianza rilasciata il 29 ottobre 2015<br \/>\nM.M. = Massimo Medri, testimonianza rilasciata il 14 luglio 2016<br \/>\nF.M. = Mario Fucci, testimonianza rilasciata il 22 giugno 2016<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Riferimenti bibliografici<\/h3>\n<p>Bourdieu Pierre, Le capital social: notes provisoires, in \u00abActes de la recherche en Science Sociales\u00bb, 31<br \/>\nMedri S., Marzelli, E., 2007, <em>Storia e cultura di una civilt\u00e0 salinara<\/em>, C.F.P. ENGIM, Ravenna<br \/>\nProdi Paolo, 2009, <em>Settimo, non rubare. Furto e mercato nella storia dell\u2019Occidente<\/em>, Il Mulino, Bologna<br \/>\nTurner Victor, <em>Dal Rito al teatro<\/em>, 1986, Il Mulino, Bologna<\/p>\n<h3>Note<\/h3>\n<ul class=\"modern-footnotes-list \"><li><span>1<\/span><div><span style=\"font-weight: 400;\">I guardiani controllavano i salinari all\u2019uscita dalle saline per evitare furti e contrabbando del sale. In origine i caselli erano tredici, oggi ne restano solo cinque.<\/div><\/li><li><span>2<\/span><div>Legenda M.A.= Maria Antonietta Alessandri M.P.A. = Maria Pia Alessi<\/div><\/li><li><span>3<\/span><div><em>E mal\u00e8t<\/em>. <span style=\"font-weight: 400;\">S<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">acchetto di tela che si riempiva di sale che il salinaro nascondeva sotto la giacca o dentro i pantaloni per portar via un po&#8217; di sale. Poteva contenere al massimo due etti di sale.<\/div><\/li><li><span>4<\/span><div><span style=\"font-weight: 400;\">Almeno fino alla nascita della nuova Societ\u00e0 \u201cParco della Salina di Cervia s.r.l.\u201d costituita l\u2019otto dicembre 2002 per volont\u00e0 di un gruppo di enti locali che ne sono diventati soci fondatori.<\/div><\/li><\/ul>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il furto del sale come \u00abaccomodamento\u00bb Le esperienze raccolte intorno ad eventi riguardanti le pratiche del furto del sale conducono a parlare di tale evento al plurale, perch\u00e9 diversi sono i soggetti che lo mettono in atto, differenti sono anche i soggetti che tentano di contenerlo e frenarlo e di porre ad esso dei confini morali anche attraverso azioni con finalit\u00e0 educative. 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