{"id":946,"date":"2022-05-03T20:54:34","date_gmt":"2022-05-03T18:54:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.creasiena.it\/memorie-di-sale\/?p=946"},"modified":"2022-09-23T17:36:25","modified_gmt":"2022-09-23T15:36:25","slug":"donne-di-sale-di-fatica-e-di-resistenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.creasiena.it\/memorie-di-sale\/donne-di-sale-di-fatica-e-di-resistenza\/","title":{"rendered":"Donne di sale, di fatica e di resistenza"},"content":{"rendered":"<p>Questo scritto affronta il tema della presenza e del lavoro delle donne in salina, muovendo dalle testimonianze di tre donne che in modo diverso e in momenti diversi della vita l\u2019hanno frequentata.<\/p>\n<p>Maria Pia Alessi e Adele Strada, nate rispettivamente l\u2019otto febbraio 1935 e il dieci ottobre 1924, sono donne che hanno praticato la salina per lo pi\u00f9 nella vita adulta, l\u2019una nel ruolo di figlia, l\u2019altra prevalentemente nel ruolo di moglie di un salinaro<sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"1\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_946\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-1\">1<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-1\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"1\">Maria Pia Alessi e Adele Strada si sono sempre conosciute e tuttora l\u2019una chiede sempre dell\u2019altra, sono due donne molto diverse nell\u2019aspetto, nei comportamenti e nella loro storia personale. Maria Pia \u00e8 legatissima al mondo della salina a cui fanno riferimento le sue origini per via paterna, il ricordo di quel mondo risveglia in lei sentimenti positivi, l\u00ec da ragazzina ha conosciuto anche l\u2019uomo che, dopo decenni, divenuto vedovo, diverr\u00e0 suo marito.\u00a0Adele viene dal mondo contadino e sebbene coniugata a un salinaro, non ha mai condiviso i modi di vita di quel mondo. Ama pi\u00f9 spesso parlare di musica, della sua frequentazione del teatro Alighieri a Ravenna e dei suoi viaggi compiuti dopo la separazione dal marito.<\/span>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_984\" aria-describedby=\"caption-attachment-984\" style=\"width: 1162px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%201162%201452'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.creasiena.it\/memorie-di-sale\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2022\/05\/CS-MPA-0001-Alessi-M.P-500x708-larger.jpg\" alt=\"\" width=\"1162\" height=\"1452\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-984\" class=\"wp-caption-text\"><noscript><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.creasiena.it\/memorie-di-sale\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2022\/05\/CS-MPA-0001-Alessi-M.P-500x708-larger.jpg\" alt=\"\" width=\"1162\" height=\"1452\" \/><\/noscript> Maria Pia Alessi sul monte del sale. Autore Augusto Giunchi<\/figcaption><\/figure>\n<p>Considerate le <em>costrizioni<\/em> alle quali sono state soggette in quanto donne in un ambiente lavorativo abitato prevalentemente da uomini, le loro narrazioni sono particolarmente illustrative della <em>costruzione<\/em> (Foucault M.; 1998, 2003) di un modo peculiare di stare delle donne, in un mondo di pratiche consolidate e di valori condivisi tra i salinari.<\/p>\n<p>Per questo tratteremo ampiamente delle loro storie, mentre la testimonianza di Adele Giordani, nata il nove aprile 1940, sar\u00e0 utile per comprendere le peculiarit\u00e0 della presenza delle bambine in salina.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Donne, lavoro e lavoro in salina<\/h2>\n<p>Diversamente dalla convinzione comune che vede il lavoro delle donne come una conquista dei tempi moderni, le donne nei secoli hanno sempre lavorato sia fuori che dentro la sfera domestica. Questa conoscenza appresa dalla ricerca storiografica non \u00e8 accompagnata da un\u2019 altrettanto certa conoscenza sui numeri della presenza delle donne nel lavoro extradomestico, per ragioni legate, in primo luogo, al carattere spesso informale e intermittente della loro partecipazione al mercato del lavoro (Groppi A., 1996).<\/p>\n<p>Per il caso di cui trattiamo possiamo ottenere alcune informazioni da uno scritto del 1894 di Emilio Rosetti (Silvestri Alberto, 1998, p. 80) il quale, parlando del \u00abdesolante piano delle saline\u00bb, scrive: \u201cVi lavorano 407 operai maschi e 106 femmine, in media per 170 giorni l\u2019anno\u201d.<\/p>\n<p>Ma ancora pi\u00f9 scarse sono le conoscenze dei vissuti delle donne all\u2019interno dei lavori che hanno svolto nel corso della storia.<\/p>\n<p>Questo stato di cose va posto in relazione con le ragioni storiche e culturali secondo le quali mentre l\u2019identit\u00e0 maschile \u00e8 stata definita nelle diverse epoche prevalentemente in relazione al mestiere, quella femminile \u00e8 dipesa essenzialmente, e dipende ancora oggi, dallo stato civile (sposata, nubile, vedova) e dalla posizione occupata dalla donna all\u2019interno della famiglia (figlia, moglie, madre, sorella) <span style=\"font-weight: 400;\">(<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">ibidem<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">)<\/span>.<\/p>\n<p>Tale elemento di carattere sociale e culturale ha causato, e continua a determinare, una frattura fra la presenza femminile nel lavoro e il valore che ad esso veniva e viene ancora oggi attribuito.<\/p>\n<p>Volendo cogliere alcune specificit\u00e0 del lavoro delle donne nel mondo produttivo della salina \u00e8 necessario ricorrere ad alcune considerazioni preliminari.<\/p>\n<p>La salina, intendendo con tale espressione la salina a produzione artigianale a \u00abraccolta multipla\u00bb<sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"2\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_946\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-2\">2<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-2\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"2\">Le saline di Cervia, a differenza delle altre, furono condotte fino al \u201859 con un sistema antichissimo, lo stesso usato dai suoi costruttori, producendo un sale diverso da tutto quello coltivato in Italia. Il lavoro era prettamente artigianale e si effettuava la raccolta multipla, in base alla quale la levata giornaliera interessava solo un quarto dei bacini salanti. La raccolta ovvero la pulitura del sale di tutta la salina veniva fatta in quattro giorni consecutivi, poi vi era un giorno di riposo. Solo dopo la seconda guerra del Secolo scorso la pulitura e la raccolta venne fatta cinque giorni su cinque, come la definiva la direzione generale dei Monopoli dello Stato, cio\u00e8 effettuata tutti i giorni della stagione salifera\u00bb. Nella mia ricerca si cita solo il primo sistema di raccolta che prevedeva un giorno di riposo.\u00a0 Cfr. Medri S.- Marzelli, E., 2007, Storia e cultura di una civilt\u00e0 salinara, C.F.P. ENGIM, Ravenna <\/span>, che a Cervia \u00e8 stata attiva sino alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso, trovava nella famiglia la sua unit\u00e0 produttiva.<\/p>\n<p>Il Monopolio Statale delle Saline affidava la conduzione della salina ad un salinaro, il quale adoperava tutte le forze che aveva a sua disposizione, in primo luogo quelle all\u2019interno della famiglia, per condurre tale lavoro nel modo pi\u00f9 proficuo possibile, ovvero adoperandosi affinch\u00e9 il reddito derivante da tale lavoro restasse nell\u2019ambito familiare.<\/p>\n<p>Prima di trattare quest\u2019ultimo aspetto cruciale che si intreccia con l\u2019ingresso delle donne nel lavoro in salina, \u00e8 opportuno dedicare alcune parole ai primi contatti che esse, durante l\u2019infanzia, ebbero con questo ambiente.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Bambine in salina<\/h2>\n<p>La salina, contesto prevalentemente maschile, oltre ad essere luogo di lavoro, era anche territorio di caccia e di pesca; queste attivit\u00e0 portavano ad una maggiore frequentazione della salina da parte dei figli maschi che venivano pertanto iniziati ben presto alle attivit\u00e0 svolte dagli uomini.<\/p>\n<p>Sebbene questo fosse il comportamento pi\u00f9 diffuso, non mancavano occasioni nelle quali anche le bambine venivano portate in salina.<\/p>\n<p>Maria Adele Giordani, figlia di un salinaro e di una cavatrice di sale, nonch\u00e9 coltivatrice di un appezzamento di terreno, racconta la sua prima volta in salina all\u2019et\u00e0 di sette anni:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.A.G.:<\/strong> Ero piccola, i miei genitori, il mio babbo mi portava nelle saline perch\u00e9 lui era talmente innamorato, aveva questa passione incredibile del suo lavoro, tant&#8217;\u00e8 vero che lui ne parlava sempre quando eravamo a pranzo. Il discorso era sempre che aveva fatto del sale, un sale bello bianco, c&#8217;era quasi una gara, no, perch\u00e9 credo che venissero premiati i salinai che producevano il sale e quindi lui era proprio innamorato e ci voleva coinvolgere, e la mia mamma lavorava in casa poi anche in un appezzamento di terra, per\u00f2 lavorava anche nelle saline quindi attivissima e mia mamma era una \u00abcavatora\u00bb<sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"3\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_946\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-3\">3<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-3\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"3\">La \u00abcavatora\u00bb: colei (o colui, pi\u00f9 raramente) che \u00e8 impegnata\/o a togliere il sale dalle vasche.<\/span> come diciamo s\u00ec toglieva il sale s\u00ec e cos\u00ec e quindi anch&#8217;io andavo con lei.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">Mi ricordo la prima volta che sono andata alle saline, me lo ricordo particolarmente perch\u00e9 quando sono arrivata ero scalza naturalmente perch\u00e9 assolutamente bisognava essere scalzi, io mi ricordo che cominciai a correre a correre perch\u00e9 mi bruciavano i piedi e difatti ero caduta il giorno prima e avevo fatto una ferita e questa a contatto con il sale e cominciai a piangere e mi disse che assolutamente era una cosa&#8230; e quindi cominciai cos\u00ec e mio babbo mi faceva lavorare in salina, allora mi dava una specie di pala no, lunga, penso che si chiama\u00a0<em>\u00ea gh\u00eavar<\/em><sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"4\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_946\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-4\">4<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-4\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"4\"><em>\u0114 gh\u00eavar.<\/em> Attrezzo formato da assicelle che possono avere varie dimensioni. A seconda della grandezza servono per smuovere il sale nei bacini, a rompere la crosta, al livellamento ed all\u2019accumulo del sale tramite un\u2019azione di spingimento vicino agli arginelli, nei bacini salanti per la raccolta.<\/span>, adesso lo dico come, questa pala lunga, questa asta collegata ad una specie di pala serviva per far s\u00ec di portare il sale superficialmente nella parte estrema e lui diceva che ero brava, che avevo una mano molto delicata e che riuscivo a portare il sale nell&#8217;altra estremit\u00e0 senza raccogliere delle impurit\u00e0 perch\u00e9 c&#8217;erano delle impurit\u00e0 nel sale, quindi per me era una gioia, ero piccola eh, potevo avere sei sette anni, quindi mi ricordo questo particolare del\u2026 delle saline [Giordani Maria Adele, 14 luglio 2016].<\/p>\n<p>Il racconto ci svela un approccio precoce e per un verso negativo con la durezza del luogo, controbilanciato dalla ricompensa sociale e morale ricevuta dal padre che apprezza il gesto \u201cdelicato\u201d di Maria Adele nel riportare il sale ai margini del bacino. Questo apprezzamento rimanda all&#8217;identificazione dei gesti delicati &#8220;delle donne&#8221; con alcune abilit\u00e0 funzionali a specifiche attivit\u00e0 che si svolgevano in salina.<\/p>\n<p>Questa testimonianza mitiga le difficolt\u00e0 e la gravosit\u00e0 che l\u2019esperienza della salina poteva assumere per una bambina, come riporta Maria Pia Alessi, figlia di un salinaro, e nipote del nonno Valerio, salinaro anch\u2019egli, e della nonna Giovannina, cavatrice.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.P.A:<\/strong> [\u2026] ho sempre abitato nella casa dei nonni che attualmente era stata presa dai suoi bisnonni e noi abbiamo sempre abitato, sempre vissuto qui [la casa fa parte del gruppo di case denominato borgo dei salinari], la mamma ha sempre lavorato dalle suore perch\u00e9 il babbo era via e poi cosa posso dire ancora della mia mamma\u2026?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">I nonni sono stati molto carini, nel quarantasei \u00e8 morto il nonno, no nel quarantotto il nonno \u00e8 morto, il babbo \u00e8 [\u2026]\u2026 poi non l&#8217;abbiamo pi\u00f9 visto per parecchi anni ancora, e la mamma ha lavorato dalle suore e in pi\u00f9 faceva la cuoca ai suoi fratelli, la porta dopo la nostra, io ero bambina andavo a portare da mangiare a mezzogiorno al nonno alle saline che aveva le saline dove si va per andare alla Terme dove cio\u00e8 il casello oltre la Madonna del Pino ma nella valle delle saline\u2026 con strade sterrate.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.A.:<\/strong> Quanti anni avevi quando\u2026 ?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.P.A.:<\/strong> Con strade sterrate e con gli zoccoli ai piedi, non c&#8217;erano le scarpe da tennis, e ho cominciato a lavorare ero una bambina, una bambina\u2026 quando portavo da mangiare ai nonni potevo avere otto, nove anni e facevo tutta quella strada e in pi\u00f9 andavo ad aiutare la nonna Giovannina dalla parte di mia mamma che aveva i bagni alla spiaggia che allora si portavano su i mosconi, si mettevano su le cabine per l&#8217;anno dopo e tutte le sere andavo a aiutare mio zio, il fratello di mia mamma a portare su i remi, gli sdrai, gli ombrelloni, le tende che si piantavano con i tappi di legno e si spostavano quando dove c&#8217;era il sole\u2026<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">[\u2026] Il babbo mi faceva \u00abdare gi\u00f9 la crosta<sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"5\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_946\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-5\">5<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-5\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"5\">\u00abDare gi\u00f9 la crosta\u00bb. Rompere la crosta che faceva l\u2019acqua e che impediva la formazione del sale<\/span>\u00bb come si diceva allora, si prendeva l&#8217;arnese e si andava a muovere l&#8217;acqua nei bacini perch\u00e9 altrimenti faceva la crosta e invece loro dovevano prendere\u2026 [\u2026] e poi e niente se c&#8217;era da forare un buco l\u00ec vicino me lo faceva fare perch\u00e9 scorresse l&#8217;acqua, s\u00ec quelle l\u00ec erano cose da bambini\u2026 [Alessi Maria Pia, 22 giugno 2016].<\/p>\n<p>Le voci di queste donne costituiscono un esempio di come l\u2019adeguamento al ruolo femminile agisse precocemente e di come neppure la condizione infantile fosse sufficiente a tutelarle dalla fatica, aggravata dal doversi dividere fra compiti in salina e il lavoro nei bagni al mare, entrambi trasmessi attraverso le generazioni e incorporati per genere.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Fatica, vissuti delle \u00abcavatrici\u00bb del sale<\/h2>\n<p>A questo punto \u00e8 opportuno chiedersi: le bambine, una volta divenute adulte, secondo quali canali entravano nel lavoro in salina? E una volta entrate nel lavoro come agiva \u00abl\u2019emarginazione non <em>dal<\/em> lavoro ma <em>nel<\/em> lavoro\u00bb in salina? (Piccinini G., 1996, p. 31). O meglio quali erano i modi, le qualit\u00e0, le variabili con cui era regolata la presenza femminile nel mondo produttivo della salina che possiamo cogliere attraverso l\u2019analisi delle fonti orali?<\/p>\n<p>Le storie di vita raccolte ci forniscono esempi di differenti declinazioni della presenza lavorativa delle donne nella salina artigianale. Troviamo esempi che corrodono il preconcetto secondo il quale il lavoro femminile fuori dalle mura domestiche sia un\u2019esperienza solo successiva alla modernizzazione, altri esempi testimoniano le forme di regolazione a cui la presenza lavorativa femminile era soggetta, e infine vi sono pratiche che mettono in dubbio il carattere del lavoro femminile come semplice integrazione di quello maschile del capofamiglia (Groppi A., 1996, p. XV).<\/p>\n<p>La prima esperienza lavorativa in salina di Adele Strada costituisce un esempio che pu\u00f2 essere letto in quest\u2019ultima direzione, in quanto avviene quando lei \u00e8 ancora ragazza e viene reclutata dal salinaro conduttore e coltivatore della salina che cercava manodopera stagionale per soddisfare i bisogni legati alla raccolta del sale. Questa modalit\u00e0, nel regime della salina artigianale, costituiva uno dei due canali di ingresso delle donne adulte in salina.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.A.:<\/strong> Bene, senti Adele tu hai fatto dei lavori prima di iniziare a lavorare in salina?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>A.S.: <\/strong>No, andavo\u2026 andavo a imparare da sarta, poi aiutavo i miei in casa e in salina sono andata per la prima volta che non avevo neanche l&#8217;et\u00e0 che non c&#8217;era mio marito e sono andata perch\u00e9 dovevo prendermi l&#8217;impermeabile che dopo quando ho preso la prima pioggia si \u00e8 tutto sfilacciato s&#8217;\u00e8 tutto&#8230; l&#8217;ho dovuto buttar via\u2026<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">A cavare [il sale] tutta un&#8217;estate!<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">Me lo ricordo sempre quello l\u00ec! [Strada Adele, 28 ottobre 2015].<\/p>\n<p>In questo passo del racconto di Adele emerge come il lavoro in salina potesse costituire uno strumento per ottenere una certa autonomia economica, un reddito per la realizzazione di un proprio desiderio: l\u2019acquisto di un impermeabile la cui caducit\u00e0 stride con la fatica di un\u2019intera estate lavorativa.<\/p>\n<p>Come ci suggeriscono alcuni studi dedicati al lavoro delle donne (Croppi A., 1996), il lavoro femminile \u00e8 stato spesso un\u2019esperienza autonoma non solo per le ragazze ancora nubili come nel caso di Adele, ma anche per le donne maritate o vedove, smantellando l\u2019idea e lo stesso schema interpretativo che per lungo tempo ha attribuito al lavoro delle donne solo un carattere di residualit\u00e0 e di sussidiariet\u00e0 rispetto a quello maschile.<\/p>\n<p>Successivamente Adele spos\u00f2 Libero Daiss\u00e8, figlio di salinaro e salinaro anch\u2019egli, ed inizi\u00f2 un nuovo periodo di vita contrassegnato dalla frequentazione e dal lavoro in salina questa volta validato dal fatto di essere moglie.<\/p>\n<p>Ma lasciamo che sia lei stessa a parlarne:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>A.S.: <\/strong>Poi dopo quando sono andata con mio marito, quando ho sposato mio marito, lui faceva il salinaro e io andavo a cavare con lui. Insomma, era una paga che rimaneva in casa perch\u00e9 altrimenti insomma ci venivano a seconda del&#8230; non so quanto sale si tirava fuori, si pagava, alla fine che c&#8217;era il mucchio del sale che dopo si faceva, si portava su ai magazzini, e quindi dopo facevano il conto, un tanto venivano pagati, insomma infatti per Natale c&#8217;erano sempre i soldi dei salinari che poi le donne che lavoravano aspettavano quei soldi l\u00ec. Tanti salinari aspettavano quei soldi [Strada Adele, 28 ottobre 2015].<\/p>\n<p>Se la prima modalit\u00e0 di ingresso nel lavoro in salina era rappresentata dal lavoro salariato stagionale di raccolta del sale, la seconda modalit\u00e0 &#8211; non salariata &#8211; riguardava una posizione sociale, ossia il fatto di essere moglie o comunque una donna all\u2019interno del nucleo familiare del salinaro.<\/p>\n<p>L\u2019ingresso del lavoro in salina della donna-moglie, infatti, costituiva uno strumento per salvaguardare l\u2019integrit\u00e0 del reddito del salinaro capo-famiglia, preferibile rispetto a quella di affidare ad estranei al nucleo familiare la funzione di \u201ccavare il sale\u201d.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>MA<\/strong><em><strong>: <\/strong><\/em>Cosa facevi in salina?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>A.S.:<\/strong> Cavavo, cavavo il sale, lui [il marito] lo preparava e io con la <em>cassettina<\/em><sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"6\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_946\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-6\">6<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-6\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"6\">La <em>cassettina<\/em> o la cassetta. Il paniere del sale, la <em>panira<\/em>, che serve alle cavatrici per trasportare il sale accumulato.<\/span>, lo&#8230; con il <em>palunz\u00ebl<\/em><sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"7\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_946\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-7\">7<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-7\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"7\"><em>E palunz\u00ebl. <\/em>Pala piatta di legno simile al badile che pu\u00f2 essere di varie dimensioni e per questo pu\u00f2 essere adatto a pi\u00f9 lavori: cavatura, carico, scarico e accumulo del sale.<\/span> lo mettevo nella cassetta, poi la cassetta andando dritto per questi.., <em>ch&#8217; a m s\u00f2 smenga<\/em>, che si scivolava era, non era sabbia, era creta che si scivolava, bisognava stare\u2026. [attenti a]&#8230; non cadere, poi si metteva nella cassetta [il cariolo] e finch\u00e9 tutto lo strato che arriva\u00a0 \u2026<em> de vargul\u1ebdn<\/em> \u2026 e veniva pulito e si divideva in quattro giorni [la raccolta] [\u2026], se ne faceva una&#8230; quando&#8230; perch\u00e9 [ci fosse ] il tempo di granare e quindi si faceva in quattro giorni, poi si faceva un giorno di vacanza e si faceva insomma finch\u00e9 si portava [il sale] su [per] la verga<sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"8\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_946\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-8\">8<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-8\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"8\">La verga. Sentiero di terra battuta e compatta che serviva per il trasporto del sale con il carriolo dai bacini salanti all\u2019aia o \u00abtomba del sale\u00bb<\/span> \u2026<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.A.:<\/strong> Ti voglio chiedere questo, bisognava stare molto attenti a lavorare in salina?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>A.S.:<\/strong> S\u00ec bisogna avere la mano leggera perch\u00e9 se tu vai, vai, come se tu piantassi qualcosa, vien su il nero\u2026 di sotto il fondo \u00e8 nero, tu dovevi scivolare sopra in modo che il sale fosse pulito, per quello che poi le donne le preferivano perch\u00e9 erano meno pesanti e lavoravano meglio a fare le cavatrici.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.A.:<\/strong> Eravate molte come cavatrici?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>A.S.:<\/strong> Ogni salina ne aveva due sicuro, quant&#8217;erano le saline? Non lo so, erano tante e mi ricordo che <em>in tal sal\u0113ni<\/em> ce ne erano anche tre o quattro\u2026 le pi\u00f9 grandi <em>al Mil\u0113ni<\/em><sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"9\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_946\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-9\">9<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-9\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"9\"><em>Al Mil\u0113ni<\/em>. Nome proprio di alcune saline. Le saline prima del 1959 erano circa 149 (alcune\u00a0 erano state accorpate) e il nome era in qualche modo associato a chi era proprietario dei fondi. Le saline dette<i> al Mil\u0113ni <\/i>erano fra le pi\u00f9 grandi.<\/span> s\u00ec ce ne erano anche di pi\u00f9, perch\u00e9 secondo come erano grandi non erano tutte precise, le pi\u00f9 grandi erano <em>al Mil\u0113ni<\/em>.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.A.:<\/strong> Tuo marito che salina lavorava? E com&#8217;era?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>A.S.:<\/strong> Era media, era su piuttosto piccola, una bella salina, si lavorava bene, aveva un bel fondo e il sale ha avuto anche il premio per il sale pulito<sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"10\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_946\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-10\">10<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-10\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"10\">Il Premio del sale. Alla fine di ogni campagna salifera venivano assegnati 10 premi di sale a coloro che avevano prodotto il miglior sale ovvero il sale pi\u00f9 bianco. Il premio veniva dato in forma di un attestato scritto e doveva essere accompagnato anche da un riconoscimento in danaro (cfr. Medri S.- Marzelli E., 2007, <em>Storia e cultura di una civilt\u00e0 salinara,<\/em> C.F.P. ENGIM, Ravenna, p. 55). Nella mia ricerca raccontano di aver ricevuto il premio del sale Libero Daiss\u00e8, Silvano Giunchi, M. Pia Alessi. Nessuno ha menzionato un premio in danaro.<\/span>, s\u00ec quindi era piccola ma si lavorava bene. Ah, s\u00ec, quando dopo davano i premi ci faceva il sale pi\u00f9 bello e quindi quando alla fine che facevano la rimessa<sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"11\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_946\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-11\">11<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-11\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"11\">La rimessa del sale, detta \u00ab<em>l\u2019arm\u00e9sa de s\u00e8l<\/em>\u00bb, trasporto e riposizionamento del sale che avveniva in autunno e costituiva l\u2019ultima fase del processo produttivo. Avveniva solitamente nella seconda met\u00e0 di settembre con il trasporto di quanto prodotto lungo il percorso dei canali e attraverso il caricamento del sale nelle burchielle, (detta al singolare \u00ab<em>burc\u00e8la\u00bb<\/em>) che potevano contenere fino a 100 ql. di sale, per giungere ai magazzini del \u00a0Seicento chiamati Torre e Darsena sotto la cura della Torre di San Michele. La rimessa del sale proseguiva fino al mese di novembre. Nel tempo ha sempre costituito un evento di grande interesse per tutta la citt\u00e0, a cui partecipavano donne e bambini, e finanche personaggi illustri che venivano da citt\u00e0 vicine e lontane. Cfr. parte su padri e figli in salina <\/span> portavano che proprio uno guidava&#8230; e l&#8217;altro con la corda tirava a riva [Strada Adele, 28 ottobre 2015].<\/p>\n<p>La \u00abcavatura\u00bb del sale costituiva un momento molto importante e delicato del ciclo produttivo del sale che vedeva impegnate molte donne. In ogni salina operavano solitamente due \u00abcavatrici\u00bb donne (a volte poteva accadere che a svolgere tale lavoro vi fosse un uomo), preferite in tale ruolo in quanto portatrici di una peculiare abilit\u00e0 corporea legata all\u2019idea di \u00abdelicatezza della mano\u00bb che si lega ad una specializzazione lavorativa richiesta in una determinata fase del ciclo del lavoro del sale.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto le donne non erano esentate da azioni estremamente faticose, come il trasporto del sale con il \u201ccarriolo<sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"12\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_946\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-12\">12<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-12\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"12\">Il carriolo, attrezzo atto al trasporto del sale dai bacini salanti all\u2019aia con un grosso rullo per ruota per non infossarsi nel fango e fornita di due stanche lunghe ed elastiche per sgravare in parte il peso sulle braccia del salinaro.<\/span>\u201d fino all\u2019aia, o \u00abtomba del sale<sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"13\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_946\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-13\">13<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-13\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"13\">La \u00abtomba del sale\u00bb. Spiazzo dove si faceva il cumulo del sale o \u00ab<em>mont de\u2019 s\u00eal<\/em>\u00bb<\/span>\u00bb , che corrispondeva allo spiazzo dove si faceva il cumulo del sale, attivit\u00e0 ancora pi\u00f9 impegnativa nei giorni in cui c\u2019era la \u00abdoppia cavata<sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"14\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_946\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-14\">14<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-14\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"14\">La <span style=\"font-weight: 400;\">\u00ab<\/span>doppia cavata<b>\u00bb<\/b>. Raccolta del sale che veniva fatta per due volte in una giornata perch\u00e9 c\u2019era il rischio di imminenti condizioni atmosferiche avverse che avrebbero potuto danneggiare il raccolto.<\/span>\u00bb. L\u2019evocazione del lavoro in salina per Maria Pia e Adele rimanda senza interposizione allo sforzo richiesto.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.A.<\/strong>: Bene Adele, ti chiedo questo: quando andavi in salina che sensazione avevi?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>A.S.<\/strong>: Ah, sensazione! Sensazione, non ero allegra, ero un po\u2019&#8230; perch\u00e9 era dura, dopo mia mamma e mio fratello diceva: &#8220;Vai con lei, ci dai una mano a tirare su il carretto&#8221; perch\u00e9 lei aveva provato un anno e sapeva che era dura, allora mandava Quarto [il fratello] a darmi una mano perch\u00e9 mio marito non era sensibile ecco, quello mancava proprio perch\u00e9 a volte anche darmi una mano perch\u00e9 aveva pi\u00f9 forza\u2026 me la dovevo cavare da sola, quello era il mio lavoro e me la dovevo cavare da sola ecco.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.A:<\/strong> era molto caldo in salina?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>A.S.:<\/strong> s\u00ec, a parte il caldo andavamo alla mattina alle cinque, quand&#8217;erano le nove, dieci ci andavamo a casa insomma, ma era quei giorni che c&#8217;era la doppia cavata perch\u00e9 quando il cielo era nuvolo si pensava che dovesse piovere e doveva cavare anche l&#8217;altra met\u00e0 perch\u00e9 altrimenti andava perso troppo, infatti un giorno che ci siam trovati l\u00e0 con una burrasca con quei, non dico tifone, ma un violento temporale, quei temporali estivi che sradicano anche gli alberi e ha sradicato le cose, il casello del compagno della salina accanto <em>ch&#8217;i \u00e8 vul\u00e9 in te can\u00eal<\/em>! [Strada Adele, 28 ottobre 2015].<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>MA:<\/strong> a proposito della tempesta mi hai raccontato questo fatto di Keffer in salina me lo racconti bene?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>A.S.<\/strong>: s\u00ec eravamo che dunque questa stagione si metteva male e lui diceva: &#8220;<em>Dai<\/em> Adele!&#8221; magrolina come sono, allora il sale era e quindi si doveva fare doppio perch\u00e9 si prevedeva il temporale &#8220;Adele ti vengono a prendere con la croce rossa!&#8221;, <em>e g\u00e9va, e m\u00e8 a g\u00e8t: Sta z\u00e8t Keffer che s\u2019e ven z\u00f2 quel che l\u00e0 u i n \u00e8 anch par t\u00e8<\/em>\u201d e quindi quando \u00e8 venuto proprio gi\u00f9 noi abbiamo tenuto stretto quelle capannine l\u00ec con le stuoie, ce le siam tenute strette l\u00ec addosso, il vento andava sopra, slittava l\u00ec, invece lui con quella casetta l\u00e0 <em>dretta<\/em> con questa capanna di marina in legno alta dritta piantata in terra ha preso una ventata ed \u00e8 andata a finire nel canale. Dopo un po&#8217; che \u00e8 calato dico: &#8220;Dai Libero guarda un po&#8217; fuori guarda l\u00e0 dove sono Keffer con suo zio e <em>al\u00f3ra e dis: \u201cmo u n gn \u00e8 miga pi\u00f2 Keffer a l\u00e0<\/em>\u201d, e dopo quando era finito e siamo andati fuori, erano andati all&#8217;ospedale a prenderli, avevano preso una bella botta, erano andati a finire nel canale perch\u00e9 i canali&#8230;il giorno dopo poi quando <em>a s avd\u00e8mi a geva: &#8221; Keffer al\u00f3ra cum and\u00e8mi<\/em>?&#8221; ci siamo divertiti, era una persona che era carina [Strada Adele, 28 ottobre 2015].<\/p>\n<p>L\u2019evento della burrasca estiva, oltre a trasmetterci il clima di divertimento legato alla vita, a tratti pericolosa, della salina, ci evidenzia come la poca prestanza fisica di Adele, legata alla sua magrezza, fosse spesso oggetto di scherzo da parte di altri salinari; da ci\u00f2 possiamo comprendere come l\u2019elemento della forza fisica, oltremodo necessario per alcune attivit\u00e0 connesse al lavoro in salina, venisse sostenuto e condiviso come un valore in tale contesto produttivo.<\/p>\n<p>Maria Pia a sua volta, pur \u00abamando le saline\u00bb, parla dell\u2019affaticamento a cui era giornalmente sottoposta, aggravato dal doversi continuamente rapportare alla prestanza fisica degli uomini con i quali lei cercava di stare al passo, in particolare del cavatore uomo che condivideva la \u00abcavatura\u00bb nella salina del padre e da parte del quale non compare alcun accenno a una qualsiasi forma di aiuto.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.A.:<\/strong> Com&#8217;era il lavoro in salina?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.P.A.:<\/strong> Pesantissimo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.A.:<\/strong> Perch\u00e9?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.P.A.:<\/strong> Per una donna perch\u00e9 portavi su dei quintali, perch\u00e9 io ero orgogliosa, volevo stare a pari, chiss\u00e0 perch\u00e9 non ho avuto mai cavatrici\u2026, una volta sola da donna potevo stare, potevo stare a pari sua di lei, ma avevo sempre uomini, ragazzi erano pi\u00f9 forti di me, io per orgoglio volevo stare pari di loro e naturalmente la sentivo la stanchezza, per\u00f2 reagivo e facevo quel che dovevo fare, non mi lasciavo impressionare se loro erano forti o meno [Alessi Maria Pia, 22 giugno 2016].<\/p>\n<p>Seguendo la storia di Maria Pia possiamo cogliere ulteriori peculiarit\u00e0 del lavoro delle donne in salina, in particolare le regole che disciplinavano la loro presenza. Maria Pia racconta che quand\u2019era molto giovane, poco pi\u00f9 di una ragazzina, andava in salina alle due di notte col babbo Vincenzo, lui in motorino e lei in bicicletta. Conobbe le saline prima seguendo il nonno, poi il babbo, soprannominato <em>Stang\u00f5n,<\/em>\u00a0sua madre Rina, una donna piccola e minuta, venne risparmiata al lavoro in salina perch\u00e9 di salute cagionevole.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.P.A.:<\/strong> Mia mamma no che non \u00e8 mai andata in salina, sia io che mio babbo e mio fratello non volevamo che la mamma\u2026, veniva in salina, facevamo una passeggiata, andavamo a trovare il babbo in primavera quando aveva le saline che gliele davano, poi ma quando si levava il sale a volte diceva quando era nuvolo che davano il barcone e allora mettevano fuori la bandiera l\u00e0 nel casello. &#8220;Mamma danno il barcone!&#8221;<sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"15\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_946\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-15\">15<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-15\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"15\">\u00abDare il barcone\u00bb. Il barcone era il termine con cui si usava chiamare i bacini delle saline. Dare il barcone significava dare l\u2019allarme con l\u2019alzata della bandiera rossa quando stava arrivando una tempesta in salina. Allora nel Casello di Ravenna, oggi chiuso, veniva alzata la bandiera rossa. Non c\u2019erano alberi fra le case dei salinari, che costituivano il borgo dei salinari, e il Casello di Ravenna, e questo permetteva, nonostante la distanza, di poter vedere la bandiera rossa dalle finestre delle case del borgo e accorrere in salina per raccogliere il sale.<\/span>!&#8221;, &#8220;Allora se mi prendi su nella bicicletta&#8221;, &#8220;Allora debbo prendere su la bicicletta da uomo&#8221; la prendevo nel cannone e stava l\u00ec con noi, ma mica che facesse niente era, era quarantotto chili mia mamma era piccolina, magrolina [Alessi Maria Pia, 22 giugno 2016].<\/p>\n<p>Quando parla delle saline affidate al padre ci tiene a precisare che a lui spettavano sempre le saline pi\u00f9 lontane \u00abe quando arrivavi in salina gi\u00e0 eri stanca perch\u00e9 con la bicicletta nei rivelli<sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"16\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_946\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-16\">16<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-16\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"16\">II rivello. Argine perimetrale della salina per proteggerla dalle alluvioni.<\/span> tutta l&#8217;erba, c&#8217;era un passaggino, cos\u00ec se la ruota t&#8217;andava un po\u2019 di traverso, era facile cadere, era una vitaccia da galeotti\u2026\u00bb.<\/p>\n<p>Il senso di responsabilit\u00e0 per la famiglia, la passione per il lavoro in salina e per quello di sarta di abiti di pregio, per il quale era molto apprezzata anche al di fuori del contesto cervese, una condizione economica familiare precaria, il tragico evento della tempesta in salina che distrusse tutto il sale raccolto, la portarono a fare passi e scelte inaspettate per il padre, come leggiamo dalle parole stesse di Maria Pia.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.A.:<\/strong> Maria Pia mi parli dei tuoi ricordi di una bufera, una tempesta, in salina?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.P.A.:<\/strong> Oh <em>st\u00e0<\/em> buona, non me la ricordare quella! C&#8217;era la mia mamma quell&#8217;anno, doveva venire ancora la cosa, la cavatrice perch\u00e9 si metteva la bandiera nel casello di Ravenna dove c&#8217;\u00e8 l&#8217;incrocio adesso e dalla finestra qui quand&#8217; era nuvolo salivo sul davanzale della finestra e vedevo la bandiera perch\u00e9 alberi non ce n&#8217;erano, case non ce n&#8217;erano e vedevi <em>sta<\/em> bandiera e allora quell&#8217;anno son corsa &#8220;Mamma c&#8217;\u00e8 la bandiera<sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"17\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_946\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-17\">17<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-17\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"17\">La bandiera rossa. Simbolo di pericolo che veniva esposta al casello di Ravenna in caso di rischio di pioggia o di tempesta.<\/span> rossa, bisogna che corra subito!&#8221;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">Era rossa la bandiera, abbiamo levato un po\u2019 di sale e ce n&#8217;era tanto nella tomba, veniva chiamata tomba dove c&#8217;era la riposizione del sale, e eravamo quasi alla fine per\u00f2 ce n&#8217;erano ancora dei bacini che erano\u2026 come veniva chiamato <em>ste<\/em> file di sale? Be\u2019 insomma ad un certo momento c&#8217;era la capanna che era fatta con i pini, i rami dei pini piegati e le stuoie sopra piantate nel durone del rivello, mio babbo ha fatto in tempo a dire: &#8221; Correte, correte, correte nella capanna! Correte correte!\u201d.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">Insomma abbiamo pianto, mio babbo nelle saline corri da una parte all&#8217;altra a aprire tutti i buchi perch\u00e9 scorresse l&#8217;acqua e quando \u00e8 venuto dentro il cumulo del sale non c&#8217;era pi\u00f9, aveva portato via tutto con delle raffiche&#8230; una tempesta\u2026 dei buchi enormi come le uova se non di pi\u00f9 stecche anche cos\u00ec\u2026 ghiaccio. Ah, quell&#8217;anno \u00e8 stata <em>gnara<\/em>! Un pochino piangevamo [\u2026] non c&#8217;era pi\u00f9 niente, pi\u00f9 niente tutta una fatica di un&#8217;estate dopo ne abbiamo&#8230; ma oramai eravamo avanti verso la fine di agosto, settembre praticamente non facevi pi\u00f9 sale, ne hai fatto un pochino che un po\u2019 di paniere che non abbiamo preso niente quell&#8217;anno, soldi niente, e i debiti si sono accumulati perch\u00e9 segnavi dove andavi a prendere il mangiare [Alessi Maria Pia, 22 giugno 2016].<\/p>\n<p>Quell\u2019anno, di fronte alla mancanza di raccolto, il padre inizia a cacciare anatre, anguille, ranocchie e a venderle in pescheria dove \u00abc&#8217;era l&#8217;Angiulina (Angelina), che diceva: &#8220;D\u00ec, quando hai del pesce non lo dare a nessuno, ma dallo a me&#8221;, e ce lo pagavano un pochino\u00bb.<\/p>\n<p>Il ricorso ad altri lavoretti o a mestieri veri e propri, quali quello del macellaio o del barbiere, \u00e8 una caratteristica che emerge in molte delle testimonianze e denota che se da un lato il lavoro di salinaro costituiva un\u2019entrata sicura, perch\u00e9 retribuita dallo Stato e dava origine anche a dei vantaggi quale quello del diritto ad avere una casa, dall\u2019altro spesso dava un guadagno che non era sufficiente a mandare avanti la famiglia, costringendo cos\u00ec alla ricerca, nei periodi di inattivit\u00e0 della salina, di un altro lavoro all\u2019interno di quelle opportunit\u00e0 che offriva il tessuto sociale e lavorativo cervese.<\/p>\n<p>Ma torniamo alla storia di Maria Pia.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.A.:<\/strong> Maria Pia, quindi tu in pratica un bel giorno dopo aver preso passione\u2026?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.P.A.:<\/strong> Poi dopo ho cominciato a prendere la passione e mi sono presentata di nascosto a mio babbo e mi ero preparata per levare il sale di nascosto da lui. Andai dalla cavatrice a Pinarella, andai a dire con una di loro &#8220;State a casa perch\u00e9 una parte la leviamo\u2026&#8221;, &#8220;Come se tuo babbo sta poco bene&#8221;, \u201cBe\u2019 ci sono io, il babbo mi aiuter\u00e0 di quello che pu\u00f2 fare\u201d e difatti che ho preso passione che ho sempre pian piano ho cominciato a levare il sale e tutta la mia parte\u2026 ero molto stanca. Venivo a casa stanca perch\u00e9 avevo un lavoro a casa, la mamma andava a lavorare dalle suore, c&#8217;era la casa da pulire, una cosa e un&#8217;altra, insomma scivoloni come mai, per\u00f2 ce l&#8217;ho fatta e sono andata avanti finch\u00e9 lui s&#8217;\u00e8 ammalato, dopo mi hanno\u2026<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.A.:<\/strong> Poi cos\u2019\u00e8 successo?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.P.A.:<\/strong> Mi sono presentata alla notte, mio babbo mi ha corso dietro per le saline, m&#8217;ha corso dietro &#8220;Ma tu cosa fai a quest&#8217;ora?&#8221;, &#8220;Babbo son venuta a cavare il sale&#8221;, &#8220;Cosa? E la cavatrice dov&#8217;\u00e8? &#8220;, allora, adesso non mi ricordo il nome, sono andata a dire che una parte la leviamo noi e lui &#8220;<em>Puretta m\u00e8<\/em>&#8221; in dialetto me l&#8217;ha detto &#8220;Quest&#8217;anno dovr\u00f2 lavorare pi\u00f9 degli altri anni che sto poco bene&#8221;, &#8220;Babbo vedrai\u2026\u201d mi ero impegnata, proprio intestardita \u201cVedrai che sarai contento!\u201d. Era una fatica tremenda, per\u00f2 ce l&#8217;ho messa tutta, il carattere proprio orgoglioso di poter arrivare fino alla fine, sotto la pioggia, con dei \u2026 [Alessi Maria Pia, 22 giugno 2016].<\/p>\n<p>Dunque, Maria Pia di fronte alle difficolt\u00e0 economiche della famiglia decide di prendere il posto di una delle due lavoratrici stagionali per assicurare alla famiglia una maggiore entrata. Questo atto, che manifesta una certa iniziativa da parte sua e che potrebbe apparirci singolare per il contesto storico e sociale in cui avviene, pu\u00f2 viceversa essere letto in linea gli studi di storia sociale che, interessandosi alla condotta delle donne, hanno palesato il ripetuto ruolo di <em>breadwinner<\/em> che assumevano, facendosi carico del mantenimento della famiglia in momenti di disoccupazione o in assenza del capofamiglia.<\/p>\n<p>Quanto appena detto non deve essere posto in contraddizione con il principio generale che governava la presenza delle donne nel lavoro, e dunque anche nel mondo produttivo della salina artigianale: la separazione dei ruoli su base sessuale, una separazione che ricalcava quella nella sfera familiare e che non consentiva alla donna di accedere al ruolo di salinara, ma poteva essere impiegata unicamente nel ruolo di cavatrice in uno <em>status<\/em> economico nettamente inferiore rispetto a quello maschile e in una condizione di dipendenza da quest\u2019ultimo.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Resistere, costruire<\/h2>\n<p>Le donne nel mondo della salina erano assoggettate ad un doppio potere. Da un lato quello maschile incarnato dalle figure parentali (principalmente padri e mariti, ma anche fratelli), e basato su una netta divisione dei ruoli in famiglia, su una convinzione comune che la donna dovesse non solo porsi in uno stato di subordinazione nei confronti della figura maschile ma che dovesse anche entrare a far parte e integrarsi nella famiglia di origine dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>D\u2019altro lato le donne si trovavano in uno stato di subordinazione anche nei confronti dell\u2019organizzazione del lavoro che avveniva per mano della Direzione delle Saline, organizzazione che poggiava sulla cultura sopra descritta di divisione dei ruoli, relegando le donne ai lavori meno retribuiti e\u00a0 ricalcando in un qualche modo le modalit\u00e0 di rapporto fra maschio e femmina presenti in famiglia, considerato che la famiglia costituiva l\u2019unit\u00e0 produttiva su cui si fondava il ciclo di coltivazione del sale.<\/p>\n<p>Gli studi in ambito sociale e storico insegnano che laddove c\u2019\u00e8 potere c\u2019\u00e8 resistenza, intendendo con quest\u2019ultimo termine non gi\u00e0 un atto di semplice opposizione quanto piuttosto azioni messe in campo dalle persone nella vita quotidiana per \u00abaggirare\u00bb il potere e <em>costruire<\/em> forme di vita a loro pi\u00f9 adeguate nonostante la loro condizione di subordinazione (Saitta P., 2015).<\/p>\n<p>Per poter riconoscere le pratiche di resistenza \u00e8 necessario comprendere quale sia la <em>posta in gioco<\/em> e il valore che essa assume per chi le mette in azione.<\/p>\n<p>I due casi che trattiamo di seguito costituiscono due esempi di resistenza\/costruzione, che muovono da motivazioni differenti e sono diretti a contrastare le due forme di potere appena indicate.<\/p>\n<h3>Avere una \u00abcasa propria\u00bb e non andare a vivere nella casa dei salinari<\/h3>\n<p>Sposarsi con un salinaro comportava dei doveri precisi ma portava anche dei privilegi. La vita in salina era dura e la fatica diventava ancora maggiore durante la rimessa del sale. In tale periodo, le donne dovevano sostenere quest&#8217;attivit\u00e0 portando agli uomini gli alimenti e i vestiti asciutti. Quest\u2019attivit\u00e0 poteva essere percepita come faticosa.<\/p>\n<p>Adele viene dal mondo contadino e acquisisce l\u2019identit\u00e0 salinara attraverso la pratica lavorativa in giovent\u00f9 ma soprattutto nella vita adulta. Identit\u00e0 che si rafforza, attraverso il matrimonio con Gianfranco Daiss\u00e9, chiamato Libero, nato e cresciuto all\u2019interno del mondo dei valori salinari.<\/p>\n<p>Fra i privilegi di un matrimonio con un salinaro vi era quello di poter andare a vivere nella casa del marito, opportunit\u00e0 che viene percepita e considerata da Adele come un fastidio e costituir\u00e0 poi motivo di dissidio fra la coppia. Ma lasciamo che sia lei stessa a parlarcene.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>A.S.:<\/strong> E poi i salinari\u00a0 avevano anche il diritto di avere la casa ma io non l&#8217;ho\u00a0 mai voluta la casa dei salinari: &#8220;quando avr\u00f2 una casa dovr\u00e0 essere la mia&#8221; dicevo, perch\u00e9 io non mi trovavo [a] stare in quelle\u00a0 case, nonostante che io sia nata in una casa quasi stalla perch\u00e9 da una parte avevamo le mucche e da una parte avevamo la cucina, per\u00f2 io in quelle l\u00ec io non ci volevo stare perch\u00e9, sai, tutte avevano da dire, tutte litigavano\u00a0 sempre, non era &#8230;, erano case uniche, unica\u00a0 da una parte, unica dall&#8217;altra, perch\u00e9 quella di sopra, quella di sotto, questa di qua, quella di l\u00e0 sgridavano sempre o perch\u00e9 uno lasciava le cose in giro, quell&#8217;altro &#8230; in ogni modo cos\u00ec e io dicevo: &#8220;Nella casa dei salinari non ci voglio andare&#8221;.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.A.:<\/strong> tuo marito invece voleva andarci?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>A.S.:<\/strong> Ah s\u00ec lui, lui c&#8217;\u00e8 sempre stato! Perch\u00e9 lui, suo nonno faceva il salinaro, suo babbo no perch\u00e9 lui suo babbo l&#8217;ha piantato e cos\u00ec, ma \u00e8 vissuto in una casa, l&#8217;hanno viziato troppo, erano due sorelle, lei il marito si dovevano proprio sposare, erano pronti, \u00e8 andato a Roma, si \u00e8 innamorato di un&#8217;altra e si \u00e8 preso un&#8217;altra, e l&#8217;altra sorella gli \u00e8 morto il marito giovane e dopo sono vissuti assieme nonni coi genitori e queste figlie, uno con una figlia, quell&#8217;altra con un maschio, sono vissuti assieme.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>MA:<\/strong> Quindi non aveva una vera e propria famiglia?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>A.S.:<\/strong> Ma era una famiglia allargata, si dice cos\u00ec adesso, che sua mamma e sua sorella erano indivisibili e questi due cugini erano indivisibili anche loro perch\u00e9 erano sempre assieme, perch\u00e9 lei \u00e8 del \u201820 lui del \u201922, c&#8217;erano due anni di differenza e lei aveva delle amiche, lui aveva degli amici quindi si trovavano sempre assieme.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.A.:<\/strong> Adele, volevo sapere: tuo marito come commentava il lavoro del salinaio, cosa diceva?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>A.S.:<\/strong> No, no era contento, ma s\u00ec fra di loro si facevano qualche critica, ma a lui andava bene ma anche a tutti perch\u00e9 allora avere un lavoro fisso era come adesso, un lavoro fisso era una fortuna ce n&#8217;erano poverini che &#8230;, lui questo qui non l&#8217;ha mai fatto, i soldi li\u00a0 prendeva tanti perch\u00e9 lui dopo faceva il cameriere, faceva tanti lavori e quelli l\u00ec se li teneva tutti e ne aveva abbastanza, per\u00f2 lui\u00a0 pi\u00f9 di quel tanto alla famiglia non dava, quel che prendeva in salina, poi avevamo anche la salina piccola e quindi non \u00e8 che prendesse molto, comunque a noi andava bene, solo che io mi sono messa in testa di farmi una casa e lui non era tanto d&#8217;accordo, dopo cominciammo un po\u2019 ad\u00a0 avere delle questioni [Strada Adele, 28 ottobre 2015].<\/p>\n<p>In quest\u2019ultimo brano si evidenzia il desiderio di una neo-localit\u00e0 da parte di Adele per la nuova famiglia nata dal matrimonio, che si scontra con l\u2019indifferenza del marito, il quale preferisce continuare ad abitare con la famiglia d\u2019origine, cosa che avrebbe comportato una convivenza da parte di Adele con la madre e la sorella di lei che l\u2019avevano cresciuto.<\/p>\n<p>Adele, che per un periodo aveva abitato nelle case dei salinari in Via XX Settembre, esprime una visione negativa del modo di vita che si svolge all\u2019interno delle case del borgo dei salinari: \u201cuna casa unica\u201d con una prossimit\u00e0 molto forte fra i vicini, dove i litigi fra le donne erano frequenti. Questo la porta a desiderare una casa propria per s\u00e9 e la sua famiglia anche se ci\u00f2 costituir\u00e0, assieme ad altre cause, un motivo di frizione coniugale.<\/p>\n<p>Quanto scritto fin qui mette in risalto un comportamento di contrariet\u00e0 ed estraneit\u00e0 da parte di Adele ad una regola non scritta ma socialmente condivisa sul modo di fare famiglia, che prevedeva, per la donna che si univa in matrimonio ad un salinaro, l\u2019ingresso nella casa della famiglia di origine del marito; una regola sociale sostenuta da un sistema valoriale dove l\u2019uomo aveva maggior peso, al punto da definire, seguendo la propria famiglia d\u2019origine e dunque per linea virale, la residenzialit\u00e0 della famiglia.<\/p>\n<p>Adele alla fine riuscir\u00e0 ad avere una nuova casa per la sua famiglia e sar\u00e0 il marito a seguire la moglie nella casa con la famiglia d\u2019origine della moglie. La sua resistenza ad entrare a far parte pienamente del mondo salinaro e il suo atteggiamento volto alla costruzione di una nuova forma di scelta della residenza familiare, caratterizzata dalla prossimit\u00e0 e da un maggiore coinvolgimento della\u00a0 parentela della donna piuttosto che quella del marito, avranno la meglio e la regola sociale sar\u00e0 sovvertita.<\/p>\n<h3>Non far \u201caffondare\u201d la salina del padre e continuare a coltivarla.<\/h3>\n<p>Maria Pia \u00e8 una donna molto integrata nel mondo salinaro, partecipa fin da bambina alla vita che in essa si svolge iniziando a frequentarla all\u2019et\u00e0 di otto anni portando da mangiare al nonno.<\/p>\n<p>Da donna adulta svolge il lavoro di \u00abcavatora\u00bb, assumendo l\u2019iniziativa di aiutare il padre malato per fare in modo che il guadagno della salina rimanga nella famiglia sostituendosi alla cavatrice di turno. La vita di Maria Pia \u00e8 piena di difficolt\u00e0 e di sacrifici per le condizioni cagionevoli di salute del padre e della madre stessa, che viene per questo esentata dal lavoro in salina.<\/p>\n<p>Ma in particolare ci sar\u00e0 un evento che segner\u00e0 la sua vita. Lasciamo che sia lei stessa a parlarcene.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.A.:<\/strong> Cosa succede a un certo momento Maria Pia a tuo babbo, che non pu\u00f2 mandare pi\u00f9 avanti la salina?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.P.A.:<\/strong> \u00c8 ricoverato a Forl\u00ec alla Villa Igea per\u00f2 non \u00e8 stato operato l\u00ec, non mi ricordo, \u00e8 passato tanto tempo, ad ogni modo la Direzione delle Saline dove c&#8217;erano gli impiegati il Direttore sono andata a chiedere se mi mandavano un sostituto e me l&#8217;hanno negato che non avevano operai da mandarmi, dopo mi mandar \u00e8 successo che ha resistito finch\u00e9 ha potuto e poi perch\u00e9 era malato ha dovuto&#8230; a forza di dire e fare Dario Giunchi il figlio di un casellante ma lui c&#8217;\u00e8 stato quindici giorni e dopo il suo turno ho mandato avanti io la salina, io e l&#8217;altra met\u00e0 il cavatore abbiamo fatto tanto sale che l\u00ec nella fotografia quello che c&#8217;\u00e8 e m&#8217;hanno premiato per il sale non perch\u00e9 era bianco perch\u00e9 ero una bambina, una ragazzina diciamo, ce l&#8217;ho messa tutta, l&#8217;orgoglio, l&#8217;orgoglio di fare, di stare pari agli altri.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.A.:<\/strong> E la Direzione delle Saline cosa voleva fare quando ha visto che\u2026?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.P.A.:<\/strong> Voleva affondare le saline<sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"18\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_946\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-18\">18<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-18\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"18\">\u00abAffondare le saline\u00bb. Riempire d\u2019acqua le saline affinch\u00e9 non potessero essere utilizzate.<\/span> che cosa si mangiava dopo? Aria di finestra? \u0114 quello che ho insistito! [Alessi Maria Pia, 22 giugno 2016].<\/p>\n<p>La risposta della Direzione delle Saline di fronte alle difficolt\u00e0 della famiglia di Vincenzo Alessi, che rischia di non avere pi\u00f9 un reddito tratto dalla raccolta del sale, \u00e8 quella di affondare le saline, in adesione ad una logica formale e burocratica e indifferente ai problemi di sopravvivenza delle famiglie che partecipavano alla produzione del sale.<\/p>\n<p>Per contro, da parte del gruppo domestico, nella persona di Maria Pia, viene messa in campo una resistenza, facendo valere il senso di responsabilit\u00e0 per il sostentamento della famiglia, l\u2019attaccamento al lavoro e alla salina. Opponendosi attivamente nei confronti della volont\u00e0 della Direzione e chiedendo insistentemente di avere un sostituto salinaro, Maria Pia riuscir\u00e0 far s\u00ec che le saline affidate al padre non siano chiuse ed otterr\u00e0 in quell\u2019anno un\u2019abbondante produzione di sale.<\/p>\n<p>L\u2019atteggiamento non solidale della Direzione delle Saline si estender\u00e0 anche ai salinari, i quali pensavano al proprio benessere, mentre i contadini, che vivevano in prossimit\u00e0 delle saline coltivate, dispensavano il loro aiuto a Maria Pia.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.A.:<\/strong> E gli altri salinari come hanno reagito quando tu hai deciso\u2026?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.P.A.:<\/strong> Ma vedi ogni salinaro era, badava alla sua salina perch\u00e9 c&#8217;era un po&#8217; di egoismo, mi sono arrangiata sempre da sola.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.A.:<\/strong> Per\u00f2 c&#8217;\u00e8 stato qualcuno che ti ha aiutato?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.P.A.:<\/strong> C&#8217;erano quelli che tagliavano l&#8217;erba nei <em>rivelli<\/em> quand&#8217;era alta che si fermavano e dicevano &#8220;<em>ma p\u00f3r pasar\u00f6t&#8230;<\/em>, adesso ti aiuto io un pochino, dai riposati&#8221;, ma come la direzione non c&#8217;entrava, passavano loro e mi aiutavano, c&#8217;era Saporetti<sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"19\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_946\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-19\">19<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-19\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"19\">Saporetti Giuliano, cacciatore che andava in salina.<\/span> che passava col motorino che andava a caccia, si fermava e mi buttava un pochino su il sale perch\u00e9 ogni gradino\u2026 che facevi per fare il cumulo alto\u2026 i figli <em>di Cel\u00e8st<\/em><sup class=\"modern-footnotes-footnote modern-footnotes-footnote--expands-on-desktop \" data-mfn=\"20\" data-mfn-post-scope=\"00000000000003df0000000000000000_946\"><a href=\"javascript:void(0)\"  role=\"button\" aria-pressed=\"false\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-20\">20<\/a><\/sup><span id=\"mfn-content-00000000000003df0000000000000000_946-20\" role=\"tooltip\" class=\"modern-footnotes-footnote__note\" tabindex=\"0\" data-mfn=\"20\"><em>I Cel\u00e8st<\/em>. Famiglia contadina che viveva nei pressi delle saline.<\/span>.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.A.:<\/strong> Chi erano?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.P.A.:<\/strong> Erano i contadini che erano l\u00ec in salina, non so la terra di chi fosse, dicevano dei Busignani, so che avevano la casa che adesso c&#8217;\u00e8 il ristorante come si chiama?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.A.:<\/strong> E come ti hanno aiutato <em>i Celest<\/em>?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.P.A.<\/strong>: Ah, quando mi vedevano dalla finestra che ero l\u00e0 che levavo il sale c&#8217;era il pi\u00f9 grande che mi veniva\u2026 prendeva su il suo motorino &#8220;Va l\u00e0&#8221;, mi chiamavano \u201c<em>E pasarot<\/em>\u201d, &#8220;<em>Va l\u00e0 pasar\u00f6ta<\/em> lascia l\u00ec che ti levo un po\u2019 di bacini io&#8221;, no, mi aiutavano, guarda dico sinceramente, naturalmente dopo avevo imparato da mio babbo a cambiare l&#8217;acqua lasciavo facevo i buchi, quell&#8217;acqua l\u00ec non \u00e8 pi\u00f9 buona, la mandavo via, poi aprivo la vasca pi\u00f9 grande, dopo chiudevo il buco e foravo da quell&#8217;altra parte che venisse l&#8217;acqua vergine, diciamo che dopo stava al sole naturalmente e faceva il sale a distanza di quattro giorni circa [Alessi Maria Pia, 22 giugno 2016].<\/p>\n<p>In tal modo per via di un atteggiamento di resistenza a un mondo produttivo regolato da uomini e per uomini, Maria Pia riesce col suo fare combattivo a dar prova di essere all\u2019altezza della posta in gioco, come lei stessa ben esprime: \u201cCosa si mangiava dopo? Aria di finestra!\u201d.<\/p>\n<p>Maria Pia continuer\u00e0 a lavorare con il padre fino alla chiusura delle saline e nonostante tutte le traversie della sua vita familiare e lavorativa ancora oggi continua a parlare del lavoro in salina come di un lavoro che amava, del \u00absale che fioriva\u00bb come di una creazione del lavoro delle sue mani e parla ancora oggi dell\u2019alba in salina:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><strong>M.P.A.:<\/strong> \u201cAh \u00e8 bello, vedi tutta l\u2019acqua luccicare, vedi l\u2019acqua con quella patina sopra di salsedine che \u00e8 bella rosa, era bello!\u201d [Alessi Maria Pia, 22 giugno 2016].<\/p>\n<p>Alcune considerazioni conclusive<\/p>\n<p>\u00c8 opportuno, giunti a questo punto, trarre alcune riflessioni conclusive su quanto emerso dalla ricerca sulla presenza lavorativa e non delle donne in salina.<\/p>\n<p>La presenza femminile in termini quantitativi e qualitativi nel mondo produttivo della salina \u00abartigianale\u00bb ricalca la separazione dei ruoli su base sessuale, esistente nella famiglia salinara. Tale sistema organizzativo preclude alle donne l\u2019accesso al ruolo economicamente pi\u00f9 vantaggioso e soprattutto non subordinato all\u2019uomo, ovvero quello del conduttore della salina.<\/p>\n<p>La forza fisica \u00e8 l\u2019elemento su cui si basa la maggior parte delle attivit\u00e0 maschili e femminili in salina, essa appare una risorsa cruciale e un valore condiviso da parte di entrambi i sessi. ADa questo punto di vista,, il contesto produttivo della salina appare molto simile a quello del mondo agricolo (Pescarolo A., 1996, p. 310).<\/p>\n<p>Le norme condivise socialmente sulla \u00abminorit\u00e0\u00bb biologica femminile non tutelano la donna \u00abcavatrice\u00bb (cos\u00ec come la donna contadina) da un eccesso di fatica.<\/p>\n<p>Come sottolinea la storica Alessandra Pescarolo, questo fatto condurr\u00e0 piuttosto a una disponibilit\u00e0 illimitata al lavoro che viene ritenuta una qualit\u00e0 essenziale delle mogli, e l\u2019esito sar\u00e0 quello di spingere le donne a lavorare pi\u00f9 degli uomini, dividendosi fra lavori relativamente pi\u00f9 \u00ableggeri\u00bb tipicamente femminili e affiancando gli uomini in quelli di raccolta legati al ciclo stagionale.<\/p>\n<p>La giornata lavorativa della donna sar\u00e0 molto pi\u00f9 lunga di quella dell\u2019uomo, in media 12 ore al giorno nel periodo fra Ottocento e Novecento (Barbagli M., 1984, p. 435).<\/p>\n<p>Maria Pia stessa si divide fra il lavoro di sarta, i lavori domestici e il lavoro in salina che inizia alle due del mattino recandosi in salina con la bicicletta, calzando gli zoccoli e percorrendo a piedi strade sterrate.<\/p>\n<p>Le donne sembrano dover risarcire la famiglia della loro minore capacit\u00e0 di sforzo fisico nell\u2019immediato, o sul breve termine, con lunghe giornate lavorative senza soste e senza alcuna possibilit\u00e0 di riscatto dalla propria condizione: l\u2019appartenenza al sesso femminile.<\/p>\n<p>\u00abLo stereotipo dell\u2019inferiorit\u00e0 femminile nel lavoro\u00bb afferma Alessandra Pescarolo \u00abnon \u00e8 radicato tanto nell\u2019idea di una minore produttivit\u00e0 femminile, quanto piuttosto nella convinzione che gli uomini svolgano i lavori pi\u00f9 importanti\u00bb (Pescarolo A., 1996, p. 313)<b>.<\/b><\/p>\n<p>L\u2019esame del modo con cui le donne \u00abhanno abitato\u00bb il mondo lavorativo e sociale delle saline, attraverso l\u2019analisi dei due casi,\u00a0 Maria Pia Alessi e Adele Strada, hanno mostrato come queste due donne, pur trovandosi in un mondo dove le regole erano gi\u00e0 scritte e prevalenti fossero gli elementi <em>costrittivi<\/em>, abbiano saputo agire all\u2019interno di quel mondo, piegando alcuni eventi importanti della propria vita, lavorativa e familiare, in modo diverso e a loro pi\u00f9 favorevole di quanto le regole sociali culturali non scritte avevano loro riservato.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Legenda<\/h3>\n<p>M.A.= Maria Antonietta Alessandri<br \/>\nM.P.A.= Maria Pia Alessi, testimonianza rilasciata il 22 giugno 2016<br \/>\nM.A.G.= Maria Adele Giordani, testimonianza rilasciata il 14 luglio 2016<br \/>\nA.S.= Adele Strada, testimonianza rilasciata il 28 ottobre 2015<\/p>\n<h3>Riferimenti bibliografici<\/h3>\n<p>AA. VV., 1978, <em>La salina di Cervia. Storia, cultura, economia<\/em>, Grafiche Galeati, Imola.<br \/>\nBarbagli Marzio, 1984, <em>Sotto lo stesso tetto<\/em>, Il Mulino, Bologna.<br \/>\nGroppi Angela, (curatela) 1996, <em>Il lavoro delle donne<\/em>, Laterza, Bari.<br \/>\nGroppi Angela, 1996, <em>Introduzione, Il lavoro delle donne<\/em>, pp. V\u2014XVI, Laterza, Bari.<br \/>\nFoucault Michel, 1998, <em>Le maglie del potere<\/em>, in Archivio Focault. Interventi, colloqui, interviste. 3. 1978-1985, Estetica dell\u2019esistenza, etica, politica, (curatela) di Alessandro Pandolfi.<br \/>\nFoucault Michel, 2003, L<em>a volont\u00e0 di sapere. Storia della sessualit\u00e0<\/em> 1, Feltrinelli, Milano.<br \/>\nMedri S.- Marzelli E., 2007, <em>Storia e cultura di una civilt\u00e0 salinara<\/em>, C.F.P. ENGIM, Ravenna.<br \/>\nPescarolo Angela, 1996, <em>Il lavoro e le risorse delle donne in et\u00e0 contemporanea<\/em>, pp. 299-344, in Groppi Angela, a cura di, Il lavoro delle donne, Laterza, Bari.<br \/>\nPiccinini Gabriella, 1996, <em>Le donne nella vita economica, sociale e politica dell\u2019Italia Medievale<\/em>, pp. 5-46, in Groppi Angela, a cura di, <em>Il lavoro delle donne<\/em>, Laterza, Bari.<br \/>\nSaitta Pietro, 2015, <em>Resistenze. Pratiche ai margini del quotidiano<\/em>, Ombre Corte, Verona.<br \/>\nSilvestri Alberto, 1998, <em>La salina di Cervia, stazione del Parco del Po<\/em>, in \u201cStudi Romagnoli\u201d XLIX, pp. 79-100.<\/p>\n<h3>Note<\/h3>\n<ul class=\"modern-footnotes-list \"><li><span>1<\/span><div>Maria Pia Alessi e Adele Strada si sono sempre conosciute e tuttora l\u2019una chiede sempre dell\u2019altra, sono due donne molto diverse nell\u2019aspetto, nei comportamenti e nella loro storia personale. Maria Pia \u00e8 legatissima al mondo della salina a cui fanno riferimento le sue origini per via paterna, il ricordo di quel mondo risveglia in lei sentimenti positivi, l\u00ec da ragazzina ha conosciuto anche l\u2019uomo che, dopo decenni, divenuto vedovo, diverr\u00e0 suo marito.\u00a0Adele viene dal mondo contadino e sebbene coniugata a un salinaro, non ha mai condiviso i modi di vita di quel mondo. Ama pi\u00f9 spesso parlare di musica, della sua frequentazione del teatro Alighieri a Ravenna e dei suoi viaggi compiuti dopo la separazione dal marito.<\/div><\/li><li><span>2<\/span><div>Le saline di Cervia, a differenza delle altre, furono condotte fino al \u201859 con un sistema antichissimo, lo stesso usato dai suoi costruttori, producendo un sale diverso da tutto quello coltivato in Italia. Il lavoro era prettamente artigianale e si effettuava la raccolta multipla, in base alla quale la levata giornaliera interessava solo un quarto dei bacini salanti. La raccolta ovvero la pulitura del sale di tutta la salina veniva fatta in quattro giorni consecutivi, poi vi era un giorno di riposo. Solo dopo la seconda guerra del Secolo scorso la pulitura e la raccolta venne fatta cinque giorni su cinque, come la definiva la direzione generale dei Monopoli dello Stato, cio\u00e8 effettuata tutti i giorni della stagione salifera\u00bb. Nella mia ricerca si cita solo il primo sistema di raccolta che prevedeva un giorno di riposo.\u00a0 Cfr. Medri S.- Marzelli, E., 2007, Storia e cultura di una civilt\u00e0 salinara, C.F.P. ENGIM, Ravenna <\/div><\/li><li><span>3<\/span><div>La \u00abcavatora\u00bb: colei (o colui, pi\u00f9 raramente) che \u00e8 impegnata\/o a togliere il sale dalle vasche.<\/div><\/li><li><span>4<\/span><div><em>\u0114 gh\u00eavar.<\/em> Attrezzo formato da assicelle che possono avere varie dimensioni. A seconda della grandezza servono per smuovere il sale nei bacini, a rompere la crosta, al livellamento ed all\u2019accumulo del sale tramite un\u2019azione di spingimento vicino agli arginelli, nei bacini salanti per la raccolta.<\/div><\/li><li><span>5<\/span><div>\u00abDare gi\u00f9 la crosta\u00bb. Rompere la crosta che faceva l\u2019acqua e che impediva la formazione del sale<\/div><\/li><li><span>6<\/span><div>La <em>cassettina<\/em> o la cassetta. Il paniere del sale, la <em>panira<\/em>, che serve alle cavatrici per trasportare il sale accumulato.<\/div><\/li><li><span>7<\/span><div><em>E palunz\u00ebl. <\/em>Pala piatta di legno simile al badile che pu\u00f2 essere di varie dimensioni e per questo pu\u00f2 essere adatto a pi\u00f9 lavori: cavatura, carico, scarico e accumulo del sale.<\/div><\/li><li><span>8<\/span><div>La verga. Sentiero di terra battuta e compatta che serviva per il trasporto del sale con il carriolo dai bacini salanti all\u2019aia o \u00abtomba del sale\u00bb<\/div><\/li><li><span>9<\/span><div><em>Al Mil\u0113ni<\/em>. Nome proprio di alcune saline. Le saline prima del 1959 erano circa 149 (alcune\u00a0 erano state accorpate) e il nome era in qualche modo associato a chi era proprietario dei fondi. Le saline dette<i> al Mil\u0113ni <\/i>erano fra le pi\u00f9 grandi.<\/div><\/li><li><span>10<\/span><div>Il Premio del sale. Alla fine di ogni campagna salifera venivano assegnati 10 premi di sale a coloro che avevano prodotto il miglior sale ovvero il sale pi\u00f9 bianco. Il premio veniva dato in forma di un attestato scritto e doveva essere accompagnato anche da un riconoscimento in danaro (cfr. Medri S.- Marzelli E., 2007, <em>Storia e cultura di una civilt\u00e0 salinara,<\/em> C.F.P. ENGIM, Ravenna, p. 55). Nella mia ricerca raccontano di aver ricevuto il premio del sale Libero Daiss\u00e8, Silvano Giunchi, M. Pia Alessi. Nessuno ha menzionato un premio in danaro.<\/div><\/li><li><span>11<\/span><div>La rimessa del sale, detta \u00ab<em>l\u2019arm\u00e9sa de s\u00e8l<\/em>\u00bb, trasporto e riposizionamento del sale che avveniva in autunno e costituiva l\u2019ultima fase del processo produttivo. Avveniva solitamente nella seconda met\u00e0 di settembre con il trasporto di quanto prodotto lungo il percorso dei canali e attraverso il caricamento del sale nelle burchielle, (detta al singolare \u00ab<em>burc\u00e8la\u00bb<\/em>) che potevano contenere fino a 100 ql. di sale, per giungere ai magazzini del \u00a0Seicento chiamati Torre e Darsena sotto la cura della Torre di San Michele. La rimessa del sale proseguiva fino al mese di novembre. Nel tempo ha sempre costituito un evento di grande interesse per tutta la citt\u00e0, a cui partecipavano donne e bambini, e finanche personaggi illustri che venivano da citt\u00e0 vicine e lontane. Cfr. parte su padri e figli in salina <\/div><\/li><li><span>12<\/span><div>Il carriolo, attrezzo atto al trasporto del sale dai bacini salanti all\u2019aia con un grosso rullo per ruota per non infossarsi nel fango e fornita di due stanche lunghe ed elastiche per sgravare in parte il peso sulle braccia del salinaro.<\/div><\/li><li><span>13<\/span><div>La \u00abtomba del sale\u00bb. Spiazzo dove si faceva il cumulo del sale o \u00ab<em>mont de\u2019 s\u00eal<\/em>\u00bb<\/div><\/li><li><span>14<\/span><div>La <span style=\"font-weight: 400;\">\u00ab<\/span>doppia cavata<b>\u00bb<\/b>. Raccolta del sale che veniva fatta per due volte in una giornata perch\u00e9 c\u2019era il rischio di imminenti condizioni atmosferiche avverse che avrebbero potuto danneggiare il raccolto.<\/div><\/li><li><span>15<\/span><div>\u00abDare il barcone\u00bb. Il barcone era il termine con cui si usava chiamare i bacini delle saline. Dare il barcone significava dare l\u2019allarme con l\u2019alzata della bandiera rossa quando stava arrivando una tempesta in salina. Allora nel Casello di Ravenna, oggi chiuso, veniva alzata la bandiera rossa. Non c\u2019erano alberi fra le case dei salinari, che costituivano il borgo dei salinari, e il Casello di Ravenna, e questo permetteva, nonostante la distanza, di poter vedere la bandiera rossa dalle finestre delle case del borgo e accorrere in salina per raccogliere il sale.<\/div><\/li><li><span>16<\/span><div>II rivello. Argine perimetrale della salina per proteggerla dalle alluvioni.<\/div><\/li><li><span>17<\/span><div>La bandiera rossa. Simbolo di pericolo che veniva esposta al casello di Ravenna in caso di rischio di pioggia o di tempesta.<\/div><\/li><li><span>18<\/span><div>\u00abAffondare le saline\u00bb. Riempire d\u2019acqua le saline affinch\u00e9 non potessero essere utilizzate.<\/div><\/li><li><span>19<\/span><div>Saporetti Giuliano, cacciatore che andava in salina.<\/div><\/li><li><span>20<\/span><div><em>I Cel\u00e8st<\/em>. Famiglia contadina che viveva nei pressi delle saline.<\/div><\/li><\/ul>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo scritto affronta il tema della presenza e del lavoro delle donne in salina, muovendo dalle testimonianze di tre donne che in modo diverso e in momenti diversi della vita l\u2019hanno frequentata. 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