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Valentina Lusini

VAlentina Lusini fotoValentina Lusini, dopo la Laurea in Filosofia con indirizzo antropologico, conseguita all’Università di Siena con una tesi sulle insegne murali dei negozi di Mogadiscio (Somalia), ha ottenuto il Diplôme d’Études Approfondies in antropologia sociale e storica dell’Europa presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, con una ricerca sul rapporto fra arte, estetica e antropologia. Successivamente ha conseguito il Dottorato in Metodologie della Ricerca Etno-Antropologica presso l’Università di Siena con una tesi sulle politiche di valorizzazione delle collezioni etnografiche in contesti museali europei, con particolare attenzione all’ambiente francese.

Dal 2004 al 2010 è stata titolare di Assegno di Ricerca per l’area scientifica antropologica presso l’Università di Siena, dove attualmente insegna Antropologia dell’Arte e delle Rappresentazioni. Presso la stessa facoltà ha tenuto corsi di Antropologia Cognitiva e Antropologia dell’Arte per il corso di Laurea Specialistica in Antropologia Culturale ed Etnologia. Insegna Antropologia Culturale e Artistica all’Accademia di Belle Arti di Firenze e ha insegnato anche presso l’Istituto Europeo di Design (IED) di Roma, l’Accademia di Belle Arti di Perugia, la Faculté de Lettres, Arts et Sciences Humaines dell’Università Sophia Antipolis di Nizza e la Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici dell’Università di Siena.

I suoi interessi di ricerca si situano nel campo dell’antropologia cognitiva e dell’arte, con particolare riferimento agli studi sulla percezione, all’arte contemporanea e agli studi sul pubblico museale. Su questi temi ha svolto attività di consulenza per enti pubblici e scritto monografie, articoli su volumi collettanei e riviste scientifiche.

Associa ricerca teorica e applicata nel settore dell’antropologia museale, con particolare riferimento alla didattica e alla storia dei musei etnografici. In questo ambito ha coordinato il programma di animazione della mostra La mano che vede, l’orecchio che tocca, l’occhio che ascolta: il labirinto dei sensi e delle emozioni con i tessuti di Panama, che si è tenuta in occasione dell’inaugurazione della sede del Museo per Bambini di Siena (2000-2001), e ha lavorato all’elaborazione e catalogazione di dati per conto dell’Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze nell’ambito del progetto “Antropologia della didattica museale”, conducendo ricerche di campo sull’esperienza dei laboratori didattici di diversi musei italiani ed europei.

Nell’ambito delle attività del CREA, ha partecipato all’organizzazione della manifestazione senese I FI(g)LI della città. Afriche realizzata con il contributo del Comune e del Centro Pari Opportunità dell’Amministrazione Provinciale di Siena (settembre 2003) e ha coordinato, con Umberto Pellecchia, il progetto Incontro, relazione, comunicazione. Progetto pilota di ricerca-azione sull’intercultura per insegnanti, famiglie e allievi delle scuole secondarie di primo grado della Provincia di Siena (2009-2010).

Ha ricoperto il ruolo di data manager presso la Fondazione Musei Senesi, coordinando le azioni correlate al progetto “Ecomusei digitali delle Terre di Siena”.

Tra le sue pubblicazioni: Gli oggetti etnografici tra arte e storia. L’immaginario postcoloniale e il progetto del Musée du quai Branly a Parigi (L’Harmattan Italia, 2004) e Destinazione mondo. Forme e politiche dell’alterità nell’arte contemporanea (ombre corte, 2013).

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