Centro Ricerche EtnoAntropologiche

Antropologia Applicata

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Progetti conclusi

Subire la cooperazione?

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Il workshop Subire la cooperazione? Gli aspetti critici dello sviluppo nell’esperienza di antropologi e cooperanti intendeva coniugare alcune voci, competenti e critiche, di coloro che operano per lo sviluppo e di coloro che ne studiano invece le dinamiche e le conseguenze. Nel dicembre 2007, presso il Palazzo della Provincia di Siena, antropologi e cooperanti hanno dibattuto intorno alla sostenibilità economica, politica e culturale delle iniziative di cooperazione e di solidarietà internazionale attraverso la presentazione di progetti realizzati nel continente africano, in Medio Oriente e in alcuni contesti latinoamericani. Raccogliendo questi contributi, il libro Lenzi Grillini F., Zanotelli F. (a cura di), Subire la cooperazione? Gli aspetti critici dello sviluppo nell’esperienza di antropologi e cooperanti, Ed.it, Catania, 2008 intende dimostrare che si può passare dall’incontro al confronto su questi temi attraverso una modalità di comunicazione capace di superare gli stretti confini dell’ambito accademico e di quello istituzionale.


Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Aprile 2011 14:56

Medicina e Cooperazione

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Il ciclo di seminari sul tema Medicina e Cooperazione si è svolto in cinque incontri pensati in collaborazione con ONG CUAMM – Medici con l’Africa e con il sostegno della Provincia di Siena nell’ambito delle attività del Forum provinciale per la Cooperazione e Solidarietà internazionale. Gli incontri sono stati pensati in continuità con i percorsi di formazione ad un approccio consapevole e critico alla cooperazione e solidarietà internazionale, nei quali voci qualificate di medici, antropologi, filosofi del diritto e operatori sanitari hanno discusso i temi del corpo, dei saperi medici, dell’industria farmaceutica, del mercato internazionale degli organi e della medicina nei processi migratori a partire da concrete esperienze di lavoro e ricerca nel Nord e nel Sud del mondo.

Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Maggio 2010 19:59

Museo del Brigantaggio di Cellere

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tiburzi_minDirezione scientifica Prof. Vincenzo Padiglione, Dott.sa Fulvia Caruso, Università degli studi di Roma

Coordinamento ed amministrazione: CREA – Centro Ricerche Etno-Antropologiche (coordinatori M. Gigli)

Durata 1 marzo 2005 – 30 settembre 2008

Localizzazione Cellere (VT) Link a Google map

Finanziamenti e contributi Comune di Cellere, Regione Lazio

Obiettivo generale del progetto

La ricerca si è svolta in convenzione con il Comune di Cellere, che ha affidato al CREA l’espletamento dell’incarico relativo all’esecuzione delle opere scientifiche del futuro Museo del Brigantaggio dell’Alta Tuscia di Cellere sulla base degliindirizzi forniti dai coordinatori e responsabili scientifici del progetto. L’incarico affidato aveva per oggetto la ricerca storico-antropologica finalizzata all’acquisizione di fonti documentarie e all’esplorazione di scenari interpretativi da trasporre sul piano espositivo. I soci di CREA hanno curato parte delle ricerche e coordinato il lavoro di ricerca di collaboratori esterni.

Fasi di realizzazione

Marzo – Agosto 2005

Il gruppo di ricerca composto da soci CREA (M. Gigli e F. Malfatti) e da collaboratori esterni (M. D'Aureli) ha realizzato la videoregistrazione di testimonianze orali nella provincia di Viterbo e in alcune località della Toscana.

Settembre 2005 – Giugno 2007

Elaborazione dei dati e produzione dei materiale audiovisivo e dossier finali. CREA ha anche curato la raccolta di materiali per l’allestimento del museo.

Luglio 2007 - settembre 2008

Collaborazione nell'allestimento museo

Descrizione breve

Nel gennaio del 2005 l’ il Centro Ricerche EtnoAntropologiche è stato contattato dal Prof. Vincenzo Padiglione, docente di Antropologia culturale presso l’Università degli studi di Roma La Sapienza, per coordinare ed in parte realizzare il lavoro di ricerca per la realizzazione del Museo del brigantaggio di Cellere, comune della provincia di Viterbo noto per aver dato i natali al brigante ottocentesco Domenico Tiburzi.

La ricerca era estremamente complessa, in quanto l’obiettivo era non solo quello di ricostruire le vicende legate al brigantaggio tosco-laziale della seconda metà dell’Ottocento, ma anche quello di delineare il quadro storico-sociale che ha caratterizzato la vita della Maremma.

Il Crea ha curato la raccolta in audio-video della memoria del brigantaggio nell’area tosco-laziale, che ha costituito la base per le installazioni del museo. Ha inoltre curato l’inventariazione e la raccolta dei fondi fotografici sulla storia sociale della Maremma e del brigantaggio; lo studio della letteratura di viaggio e di caccia; l'analisi del ruolo della donna nelle vicende legate all brigantaggio. Collaboratori esterni hanno curato le sezioni di ricerca relative all’immagine artistica, alla cultura materiale, al giornalismo, alla letteratura orale.

Il materiale elaborato ha dato come risultato dei saggi che confluiranno nel catalogo del museo di prossima pubblicazione.

Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Agosto 2011 20:03

Nuovi cittadini in Val d’Elsa

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La ricerca Nuovi cittadini in Val d’Elsa. Un’indagine sulla mobilità ed il radicamento meridionale è stata progettata tenendo presente l’incidenza della popolazione immigrata meridionale nei 5 comuni della Valdelsa senese (Colle Val d’Elsa, Poggibonsi, San Gimignano, Casole d’Elsa e Radicondoli) a partire dai primi anni Novanta del secolo scorso. L’unità di studio si è mossa su diversi piani, incentrandosi sia sul ruolo delle politiche abitative da parte delle amministrazioni locali, sia sulla dimensione familiare dell’attuale flusso migratorio. All’interno di questi ambiti generali, l’equipe di ricerca si è distribuita su 5 settori d’indagine: Demografia e statistica della famiglia - Politiche abitative delle Amministrazioni e pratica politica dei migranti - Emigrazione femminile, problematiche abitative e accesso ai servizi locali - Percorsi lavorativi maschili tra dipendenza e autonomia - I bambini dei migranti nelle dinamiche scolastiche.
Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Gennaio 2011 15:33

Gestione Sostenibile del Territorio (Cile)

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panorama dalla comunità di Traitraico Conaripe Chile FORMAZIONE ISTITUZIONALE, RICERCA E DOCUMENTAZIONE PER LO SVILUPPO AGRO-FORESTALE SOSTENIBILE DELLE COMUNITÀ MAPUCHE, CILE

Direzione: Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano”
Direzione Scientifica: Centro Interdipartimentale Studi sull’America Indigena Università di Siena (CISAI)
Partner locale: Autorità Tradizionali delle comunità coinvolte (Consejo Consultivo de los Lonko y werken)
Sito del progetto:  http://sites.google.com/a/unisi.it/mapuche/
Durata : 5 Novembre 2007 – 5 novembre 2009 (24 mesi)
Localizzazione geografica: Cile, Coñaripe, Comune de Panguipulli, Provincia de Valdivia, XV Región de los Rios. Bacino del Lago Calafquen e confinante con il “Parque Nacional Villarrica-PNV”
Finanziamenti: Istituto Italo Latino Americano (IILA) su fondi del Ministero degli Affari Esteri (MAE)
Comunità coinvolte: Traitraico (Juan Caripan), Kurrumawidza (Carlos Antimilla), Pucurra (Juan Chañapi)

Obiettivo generale del progetto: Aumentare la capacità delle comunità Mapuche e del delle organizzazioni locali nella gestione ambientale partecipata e sostenibile sia dal punto di vista ambientale che culturale, per arrivare alla formulazione dei piani di gestione locale e alla stipula degli accordi con CONAF.

Il progetto ha coinvolto il CREA, in quanto prima del finanziamento dle porgetto da IILA, il progetto era stato redatto in collaborazione tra CREA e CISAI ed era stata stipulata una convenzione per questo progetto e in generale per le attività di cooeprazione internazionale, purtroppo senza riuscire a ottenere finanziamenti. Successivamente il progetto è stato presentato da Circolo Amerindiano e CISAI a IILA ed è stato finanziato. Due soci del CREA hanno aprtecipato nel progetto: Fabio Malfatti e Filipo Lenzi Grillini

Per dettagli, schede progetto e maggiori informazioni
Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Aprile 2011 14:55

Livello di integrazione della popolazione straniera

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Il progetto di ricerca La misura del livello di integrazione della popolazione straniera in Italia attraverso dati di indagine, svolto nel corso del 2008, intendeva fornire una proposta metodologica per misurare il livello di integrazione della popolazione straniera in Italia sulla base di dati individuali ottenuti da indagini campionarie. L’indagine condotta da CREA sull’area toscana era finalizzata all’acquisizione di microdati, raccolti tramite la distribuzione di un questionario somministrato con il metodo dell’intervista diretta, che sono stati successivamente combinati con l’impiego di tecniche di campionamento capaci di garantire rappresentatività rispetto all’intera popolazione degli immigrati (regolari e non) presenti sul territorio oggetto di indagine.

Ultimo aggiornamento Martedì 22 Giugno 2010 08:56

Adulti e giovani adulti in Provincia di Siena

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Il progetto Adulti e giovani adulti in Provincia di Siena, condotto nel corso del 2008 da un’equipe di ricerca sociologica e finalizzato a fornire elementi conoscitivi utili per interpretare le situazioni, le problematiche e le domande tipiche dell’universo giovanile nel contesto della società locale, consisteva nella somministrazione di questionari che hanno indagato, tra l’altro, gli stili di vita, individuale e collettiva, i percorsi scolastici e formativi, la relazione con il lavoro, il rapporto con la politica, la partecipazione alla vita sociale, la percezione del futuro e il modo in cui il territorio genera occasioni e limiti, sottolinea o colma diversità e diseguaglianze fra i giovani.

Ultimo aggiornamento Sabato 19 Giugno 2010 16:44

Viaggio tra i segni

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Corso di formazione sull’intercultura per insegnanti

Laboratorio sperimentale sull’intercultura per una classe II

bambini_scuolaSupervisione: prof. Massimo Squillacciotti (Università di Siena)

Ricercatori coinvolti: Cinzia Braglia, Francesca Gambelli, Maurizio Gigli, Filippo Lenzi Grillini, Valentina Lusini, Fabio Malfatti, Alessandra Pugliese, Sara Tagliacozzo, Francesco Zanotelli.

Durata: anni scolastici 2006-2007 e 2007-2008

Localizzazione: Scuola Secondaria di Primo grado “S. Bernardino” di Siena

Finanziamenti e contributi: Scuola Secondaria di Primo grado “S. Bernardino” di Siena

Obiettivo generale del progetto:

Il progetto “Viaggio tra i segni” consisteva in due fasi.

  1. realizzazione di un corso di formazione per insegnanti;
  2. realizzazione di un laboratorio sperimentale per gli alunni di una classe II.

Il corso di formazione si proponeva di introdurre agli insegnanti alcuni temi-chiave della ricerca antropologica, collocandoli rispetto alla relazione “identità/alterità” e avviando nel contempo una riflessione su metodi e concetti utili all’analisi e al controllo delle dinamiche culturali della comunicazione nel contesto classe.

Il laboratorio sperimentale per la classe II, che si è svolto nel maggio 2008, si è tradotto in un lavoro di esplorazione e composizione di una memoria condivisa nel gruppo classe, a partire dalla collezione e dall'analisi di memorie e storie di sé degli allievi, secondo il metodo autobiografico.

Fasi di realizzazione:

Il corso di formazione si è articolato in sette incontri così strutturati:

1) Marzo 2007 - Introduzione al corso: temi di lavoro e metodi di intervento didattico. Docente: Massimo Squillacciotti (Università di Siena) - Durata dell’incontro: 2 ore

2) Aprile 2007 - Pregiudizi e stereotipi della diversità. Docenti: Valentina Lusini e Maurizio Gigli (CREA) - Durata dell’incontro: 3 ore

3) Maggio 2007 - Corpo, movimento, diversità. Docente: Alessandra Pugliese (CREA) - Durata dell’incontro: 3 ore

4) Maggio 2007 - L’altro nello schermo. Percorsi di formazione per spettatori critici. Docente: Fabio Malfatti (CREA) - Durata dell’incontro: 3 ore

5) Settembre 2007 - Mito, esotismo, mediazione, traduzione. L’antropologia e la letteratura. Docente: Sara Tagliacozzo (CREA) - Durata dell’incontro: 3 ore

6) Ottobre 2007 - La scuola qui e altrove – L’immigrazione in provincia di Siena. Docenti: Francesca Gambelli, Filippo Lenzi Grillini, Francesco Zanotelli (CREA) - Durata dell’incontro: 3 ore

7) Dicembre 2007 - Incontro conclusivo. Docente: Massimo Squillacciotti (Università di Siena) – Durata dell’incontro: 3 ore

Il laboratorio sperimentale, che si è tenuto nell’anno scolastico 2007-2008, si è svolto in due fasi:

a) una fase di progettazione del laboratorio insieme ai docenti coinvolti.

b) la fase di realizzazione del laboratorio attraverso:

  • la raccolta di memorie dei ragazzi sulla scuola;
  • la ricostruzione-rappresentazione di momenti salienti della memoria della classe, a partire dalla composizione delle differenti memorie individuali;
  • l’individuazione di ricerche di approfondimento relative a temi esplorati nel laboratorio.

Descrizione breve:

Obiettivo del corso di formazione era riflettere e discutere con i docenti sulle tematiche dell’intercultura (e sulla possibilità di una loro traduzione in termini applicativi) in contesto scolastico, alla luce delle teorie scientifiche sviluppatesi sull’argomento in ambito antropologico.

Strutturato sulbambini_scuola_2_copial’esplorazione dei differenti codici di comunicazione, il corso intendeva contribuire alla costruzione di un patrimonio di conoscenza condivisa intorno alle teorie sull'intercultura, sviluppando un confronto critico sulle problematiche presenti all'interno delle classi in cui i docenti operano.

Sono stati esplorati, in particolare, i seguenti contenuti:

  • categorie cognitive e forme di pensiero;
  • rapporto lingua-pensiero-realtà;
  • tempo, spazio, numero, colore e relazionalità come regole meta-culturali dell’apprendimento e della trasmissione della cultura;
  • identità e diversità a livello di categorie cognitive;
  • rapporto di inculturazione tra soggetti culturalmente determinati;
  • varietà dei codici della comunicazione e loro consistenza nelle differenze tra culture;
  • processi della comunicazione nel contesto classe.

Al termine del corso i relatori ed i docenti hanno sentito l’esigenza di sperimentare l'applicazione delle teorie esaminate durante il corso attraverso l’elaborazione di un progetto di laboratorio sperimentale per una classe seconda. Il laboratorio, svolto nel corso dell’anno scolastico 2007-2008, si è incentrato su tre aree tematiche:

  • racconto di me/noi nella scuola;
  • autobiografia e biografia culturale di oggetti personali;
  • come collaborare per la risoluzione di situazioni relazionali problematiche.

Il laboratorio ha guidato gli alunni alla:

scoperta e raccolta delle storie di ciascuno, a partire dalla focalizzazione su tempi ed esperienze specifiche, legate all'esperienza formativa;

rappresentazione, riorganizzazione delle memorie raccolte come patrimonio comune di conoscenze, di memoria, nelle sue molteplici articolazioni di temi, similarità e differenze;

costruzione di una progettualità condivisa rispetto al percorso formativo nella scuola.

Riferimenti bibliografici:

AA.VV. (2000), Raccontiamoci. Gioco dell'oca autobiografico, in G. Favaro (a cura di), Alfabeti interculturali, Guerini, Milano.

Demetrio D. (1996), Raccontarsi. L'autobiografia come cura di sé, Raffaele Cortina, Milano.

Demetrio D. (1997), Il gioco della vita, Guerini, Milano.Favaro G., a cura di (2000), Alfabeti interculturali, Guerini, Milano.

Ferrario A. (2000), Storie narrate, storie di sé, in Favaro G., Alfabeti interculturali, Guerini, Milano.

Formenti L., Gamelli I. (2000), Quella volta che ho imparato. La conoscenza di sé nei luoghi dell'educazione, Cortina, Milano.

Formenti L. (1998), La formazione autobiografica, Guerini, Milano.

Gamelli I. (2003), Metodo autobiografico e pedagogia interculturale, in Micciarelli E. (a cura di), Nuovi compagni di banco, FrancoAngeli, Milano.

Documenti allegati:

Progetto - Poster

I Fi(g)li della Città: Afriche

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Direzione scientifica ed amministrativa: CREA – Centro Ricerche Etno-Antropologiche (coordinatrici Valentina Lusini, Sara Tagliacozzo

Partners: Associazione Camerunese (Siena), Atelier Vantaggio Donna (Siena), IRIDE Innovare Relazioni Identità Desideri Etica (Siena)

Durata: 9-14 settembre 2003

Localizzazione: Siena

Finanziamenti e contributi: Comune di Siena (Assessorato alla Cultura) – Amministrazione Provinciale di Siena (Centro Pari Opportunità)

Obiettivo generale del progetto: Il progetto si è mosso in un’ottica di aggiornamento e dialogo con modelli di rappresentazione diversi da quelli della tradizione europea. La prima edizione de "I FI(g)LI della città" si è rivolta all'Africa: attraverso l'opera della scrittrice camerunese Werewere Liking, presente a Siena dal 9 al 14 settembre 2003 insieme ad altri tre artisti del gruppo panafricano "Ki-Yi M'Bock" da lei fondato ad Abidjan nel 1985, si è posto l'accento su una delle molteplici realtà africane che vivono sulla frontiera di tradizioni culturali diverse. Le attività realizzate hanno presentato alcuni aspetti del lavoro degli artisti ki-yi, che giocano sulla rielaborazione della propria identità sollecitando una riflessione sui fenomeni di ibridazione culturale che conducono ad interessanti contaminazioni transnazionali.

Fasi di realizzazione:

  • un incontro pubblico con la scrittrice Werewere Liking
  • una performance musicale dal titolo Drôles de poésies. Canti e rap poetici
  • un atelier di teatro con Nsèrèl Njock, sorella di Werewere Liking, leader del gruppo musicale Les Reines-mères e co-fondatrice del Villaggio Ki-Yi 
Descrizione breve:

Approfittando dell'invito che nel 2003 il Festival di Letteratura di Mantova ha rivolto a Werewere Liking, scrittrice, intellettuale polivalente e artista camerunese, il CREA ha progettato e realizzato, in collaborazione con altre associazioni che operano sul territorio senese e con il sostegno del Comune e dell'Amministrazione provinciale di Siena, una tappa del tour italiano dell'artista e dei suoi collaboratori.
La manifestazione, che si è svolta nel mese di settembre 2003, è stata organizzata per far incontrare soggetti di culture e professioni differenti che lavorano, pensano e si relazionano in modi molteplici con le culture africane, ma anche per permettere il confronto con diversi modelli di sperimentazione artistica e sollecitare l'incontro con pratiche e rappresentazioni dei rapporti di genere "altre" rispetto a quelle delle tradizioni europee.
In occasione del loro soggiorno, Werewere Liking ed i suoi collaboratori hanno incontrato il pubblico in una tavola-rotonda, si sono esibiti in una performance poetico-musicale e hanno coordinato un atelier di teatro-danza secondo il seguente calendario:

  1. Incontro con Werewere Liking sul tema Donne, arte, potere e cambiamento sociale in Africa (9 settembre 2003, ore 18.00, Palazzo Patrizi, via di Città 75, Siena). Moderatrice dott.ssa Sara Tagliacozzo (Università degli Studi di Siena).
  2. Performance musicale dal titolo Drôles de poésies. Canti e rap poetici (11 settembre 2003, ore 21.30, Palazzo Piccolomini, via Bandini 37, Siena). Testi e regia: Werewere Liking. Voce: Nsèrèl Njock e Werewere Liking. Battami: Pap Gnepo. Balafons cromatici: Ba Banga Nyeck.
  3. Atelier di teatro con Nsèrèl Njock (13-14 settembre 2003, Podere Cipollino, Rosia, Siena). L'atelier ha esplorato le modalità con cui l'attore ki-yi lavora per raggiungere la consapevolezza del proprio corpo e per accrescere le proprie capacità di visione interiore e concentrazione, attraverso l'utilizzo di tecniche terapeutiche e pedagogiche tradizionali.

Liking_ritratto_BNNel 1985 la scrittrice camerunese Werewere Liking ha fondato ad Abidjan una compagnia artistica, denominata Gruppo Ki-Yi M'Bock, che ha sede nel cosiddetto Villaggio Ki-Yi, vero e proprio laboratorio culturale in cui la ricerca artistica si orienta verso il recupero delle differenti tradizioni culturali africane, rielaborate secondo principi di contaminazione e sperimentazione nella direzione di una produzione culturale panafricanista.
Un elemento centrale del pensiero di Werewere Liking è la riflessione sui rapporti di genere nella società africana, che si sviluppa a partire dall'idea che la rinascita e lo sviluppo dell'Africa siano possibili solo a partire da un'assunzione attiva, da parte delle donne africane, della loro potenzialità "demiurgica". Il Villaggio Ki-Yi è dunque anche uno spazio sociale di sperimentazione di una vita comunitaria, al cui interno le donne rivestono ruoli di grande responsabilità, a livello artistico come a livello organizzativo.
Il Gruppo Ki-Yi M'Bock, oltre a produrre spettacoli rappresentati in molti paesi, lavora da anni ad un progetto di reinserimento di giovani in difficoltà attraverso la formazione alle professioni artistiche. Riconosciuto nel 1997 come Centro di Formazione, si costituisce in Fondazione nel marzo 2001.

Documenti:

Progetto - Locandina - Depliant atelier teatro

Presentazione tavola rotonda - Estratto del testo della conferenza tenuta da Werewere Liking

Programma performance musicale

Obiettivo generale del progetto:

La mano che vede, l'orecchio che tocca, l'occhio che ascolta

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Il labirinto dei sensi e delle emozioni con i tessuti di Panama

Supervisione e direzione scientifica: dott.ssa Michelina Simona Eremita (Museo per Bambini di Siena).Bambimus_poster_mostra_fronte_min

Responsabile scientifico: prof. Massimo Squillacciotti (Università di Siena)

Ricercatori coinvolti: Cinzia Fia, Paolo Fortis, Valentina Lusini, Fabio Malfatti

Coordinamento: Valentina Lusini

Durata: 2000-2001

Localizzazione: Museo per Bambini, Siena

Obiettivo generale del progetto:

Il progetto di ricerca-azione si è legato alle attività promosse dal Museo d’Arte per Bambini di Siena. La collaborazione istituita tra questo museo e il Laboratorio di Didattica e Antropologia dell’Università di Siena si è legata alla necessità di inquadrare un discorso antropologico sulla pratica museografica intesa come esercizio di esibizione e traduzione di ciò che, nel linguaggio comune, viene indicato come “patrimonio culturale”.

Strumenti:

1) Costituzione di un archivio di materiale documentario e bibliografico specifico, depositato presso la Biblioteca della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena. L'archivio bibliografico, in particolare, comprende volumi e testi che intendono guidare bambini e ragazzi alla scoperta dei luoghi, degli spazi, dei materiali, delle tecniche e dei personaggi della storia dell'arte passata e presente. Su questi libri specificatamente didattici è stata condotta una prima indagine, fondata sulla costruzione di una schedatura sistematica che ha permesso di evidenziare le diverse metodologie di presentazione dei campi dell’arte attraverso l'analisi delle strategie comunicative determinate dalle diverse tipologie di libri, dal tipo di testo, dall'impostazione grafica e dalla composizione della pagina.

2) Progettazione del percorso didattico di massima della mostra La mano che vede, l'orecchio che tocca, l'occhio che ascolta: il labirinto dei sensi e delle emozioni con i tessuti di Panama, che si è tenuta in occasione dell'inaugurazione della prima sede del Museo d’arte per Bambini in Via dei Pispini a Siena (11/11/2000 – 07/01/2001).

Il progetto, condotto sotto la supervisione della direttrice del museo, dott.sa Michelina Simona Eremita, si è riferito tanto alla progettazione del linguaggio espositivo, quanto all'articolazione di un itinerario di educazione estetica caratterizzato da una specifica impostazione antropologica.

La mostra intendeva presentare ai bambini tra i 4 e i 12 anni il mondo dei Kuna di Panama secondo un percorso espositivo in grado di tentare una comunicazione didattica di contenuti sia formali che culturali, attraverso la proiezione di documentari e l'esposizione di fotografie ed oggetti di uso quotidiano e rituale. Il materiale espositivo principale era costituito da una serie di mola, pannelli di stoffa rettangolari intagliati, cuciti e ricamati, posti nella parte anteriore e posteriore della blusa tradizionale dell'abbigliamento femminile.

Documenti:

Poster mostra fronte - Poster mostra retro

La tecnica di realizzazione della mola

Il segreto del villaggio di Kalu Tuipì: la mola e l’origine dei colori per i Kuna parte I

Il segreto del villaggio di Kalu Tuipì: la mola e l’origine dei colori per i Kuna parte II 

Fortis P., Lusini V., Squillacciotti M., Prefazione, in Fortis P. (a cura di), Le Mola dei Kuna di Panama. Percorsi didattici tra etnografia ed universo simbolico, Quaderno n. 2, Laboratorio di Didattica e Antropologia, Siena, 2000.

Fortis P., Percorsi di lettura sulle Mola dei Kuna, in Fortis P. (a cura di), Le Mola dei Kuna di Panama. Percorsi didattici tra etnografia ed universo simbolico, Quaderno n. 2, Laboratorio di Didattica e Antropologia, Siena, 2000, pp. 31-45.

Sintesi per immagini del percorso didattico della mostra

Lusini V., Le Mola dei Kuna di Panama. Programma didattico della mostra, in Fortis P. (a cura di), Le Mola dei Kuna di Panama. Percorsi didattici tra etnografia ed universo simbolico, Quaderno n. 2, Laboratorio di Didattica e Antropologia, Siena, 2000, pp. 47-65.

Lusini V., Didattica del colore: da una esperienza con il Museo d’Arte per Bambini di Siena, in Squillacciotti M. (a cura di), Sguardi sui colori. Arti, comunicazione, linguaggi, Atti dal seminario interdisciplinare dell’Università degli Studi di Siena, 27-29 marzo 2006, Protagon Editori, Siena, 2007, pp. 103-114.

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Marzo 2011 10:13
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