Creare una videoconferenza o un semplice webinar: comunicare ai tempi del Coronavirus

Da stamane improvvisamente tutti si sono resi conto che la situazione è più grave di quello che pensavano. Al di la di chi vuole gridare ‘al complotto’ ( c’è anche chi pensa che la terra sia piatta), quello che ho capito è: stiamo cercando di contenere i morti alle migliaia e non passare alle decine o centinaia di migliaia, per cui cerchiamo di essere responsabili e pensare agli altri. Ma non è di questo che voglio parlare.

Alcuni suggerimenti su come creare facilmente una videoconferenzacon Jitsi senza installare niente .

NOTA per gli utenti di Firefox e altri browser: Jitsi è pienamente compatibile con Chrome e derivati, con gli altri browser funziona ma a volte non troppo bene.

Videoconferenze semplici

Da buon EtnoAntroGeek da stamane ho ricevuto varie richieste di supporto per installare i più disparati sistemi di videoconferenza: insegnanti che vogliono riunire la classe virtualmente, professionisti che sino a ieri mi chiamavano con il telefono fisso e improvvisamente devono ‘vedermi’, associazioni che hanno bisogno di fare una riunione e non sanno come fare.

Il problema di tutti è “Mi hanno detto di usare xyz” E’ bellissimo, ma quale versione debbo scegliere? Mi chiede di creare un account, ma dovranno farlo tutti?

Già si parte male.

Quale sistema usare?

Ci sono decine di sistemi. Noi al Centro Ricerche EtnoAntropologiche utilizziamo da anni l’ecosistema Google Suite, che dispone anche di Google ClassRoom. Per le videoconferenze in genere utilizziamo Google Meet. Ma per gli utenti che hanno Suite non è possibile invitare persone che non dispongano di un account google.

Comunque la prima cosa che dico è : usate quello che sapete usare! E sopratutto pensate ai vostri ‘partecipanti’: cosa sanno utilizzare? Sono in grado di ‘installare, creare un account ? ecc

Molte amministrazioni pubbliche, imprese (o genitori) non permettono di istallare software sui computer aziendali, per cui è necessario capire cosa realmente potranno fare.

Nel dubbio provate Jitsi ( https://jitsi.org/ )

Perché Jitsi? : prima di tutto perché NON richiede registrazioni si crea il link, lo si condivide e si parte (totalmente anonimo)

Elenco opzioni
  • E’ open source (Lunga vita al software libero, con il contributo di tutt@)
  • è gratuito
  • E’ criptato
  • Ha tante funzioni aggiuntive

NOTA: sui dispositivi mobili occorre scaricare la app

In pratica:

  1. cliccate sul questo link creare videochiamata con Jitsi
  2. Assegnate un nome alla vostra stanza di conversazione con un nome (il nome è fisso! la stanza sempre aperta!
  3. Condividete il link nel modo che preferite (mail, whatsapp, Telegram, dettatelo al telefono, piccione viaggiatore, scolpitelo nella pietra, create un QrCode). I link saranno sempre del tipo meet.jit.si/NomeDellaStanzaCheAveteScelto

Evitate nomi semplici tipo “test”. Ho provato e mi sono trovato proiettato in una riunione tra ingegneri Francesi! La seconda volta con un signore che stava facendo un “test”.
E’ possibile aggiungere una password alla stanza per farla diventare privata.

(Riguardo alle maiuscole, in genere seguite la regola: le maiuscole CONTANO!

Funziona anche senza istallare niente, ma se installate l’estensione ci sono alcuni miglioramenti e l’integrazione con google calendar ed altri strumenti.

Creare una stanza ‘privata’

Assegnare una password ad una stanza Jitsi

Semplice: in basso cliccare sulla i e creare una password da condividere con i vostri contatti.

Consigli: meglio con le cuffie

Primo: procuratevi un paio di cuffie o un microfono (meglio cuffie con il microfono ) sia che utilizziate il cellulare che il computer.

Secondo: quando ascoltate e non parlate silenziate il microfono: gli altri non dovranno sentire i rumori di fondo della vostra stanza, Spesso i sistemi automatici aumentano la sensibilità del microfono quando nessuno parla, per cui dall’altra parte della conferenze vengono percepiti suoni che per voi sono quasi impercettibili.

Logicamente occhio a come vi vestite, e sopratutto a cosa c’è dietro di voi!

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