Compenso minimo per Ricercatori

Rivalutiamo il compenso minimo al 2019

PREMESSA: i calcoli che seguono possono essere opinabili, l’intero articolo vuole essere solo  una base per la riflessione e non un ‘tariffario sindacale’. Sono convinto che i risultati ottenuti siano ‘per difetto’ e non si discostino molto dall’obiettivo di avere un ‘tenore di vita’ adeguato e paragonabile a un dipendente con mansioni simili. 

Tabella 1 Calcolo 2020

La base della riflessione sviluppata nel 2006 è sempre valida,  ma dal calcolo originale sono passati oltre 13 anni, per cui ho pensato di ‘rivalutare’ la somma totale. 

Dal calcolo realizzato nel 2007 (su dati 2006, vedi Tabella 9) inizialmente la paga minima per un professionista della ricerca doveva partire da 20,50 €/h e almeno 123 €/gg (per contratti lunghi) per raggiungere almeno 27.060 €/anno.

Ho rivalutato la cifra di 27.060 al 2019, (per il 2020 non sono ancora disponibili le tabelle) ottenendo un totale equivalente di 31.789 €/anno  Per cui mensile da ‘guadagnare per 11 mesi (ne abbiamo calcolato uno di ferie pagate, ma nel quale il professionista non lavora e anche la tredicesima, visto che molti ce l’hanno)  = 2.889,90 €  Giornaliero (20 gg lavorativi mese ) = 144,49    orario (6 ore)  24,08 €/h iva esclusa.  

Ma poi ho deciso di fare un calcolo prendendo in considerazione il nuovo contratto 2018. 

Nuovo contratto 2018 

Nel  2018 è stato firmato il rinnovo (il terzo) dell’ Accordo collettivo triennale 2018-2021 dalle reti di ONG/OSC, LINK2007 e AOI, cambiano varie cose, ma sopratutto vengono rivalutati verso l’alto i compensi minimi. 

Inserendo i dati nelal tabella i risultati cambiano 

Il nuovo contratto prevede solo 4 fasce ma lo stipendio fascia C (quindi inferiore alla fascia 3 che avevo preso in considerazione)  è di 25.074 (terziario) , a cui applicare la maggiorazione del 6%  arriva a 26.579, nettamente superiore alla rivalutazione dei 16.800 euro anno presi in considerazione che equivarrebbero a 19.736 €.

I calcoli riportano un fattruato equivalente (iva esclusa) di 39.043€  che equivarrebbero a circa 3.549 €/mese, 177 €/gg e 30€/h   ( a fine articolo potete scaricare il foglio excel e rifare i calcoli come preferite) 

2007 il testo del primo post sul ‘Giusto Compenso’ 

Ricordo bene a cosa stavo pensando quando scrissi questo capitolo della tesi. Non ho mai avuto velleità ‘accademiche’ anche se a volte mi piacerebbe avere investito il tempo per iniziare a scrivere 4 differenti tesi e fare un sacco di esperienze in un bel dottorato, che almeno avrebbe certificato 12 anni di studio, ricerca e lavoro in progetti legati all’antropologia applicata, spesi a Siena in uno dei periodi creativi del dipartimento di Filosofia e Scienze Sociali della Facoltà di Lettere e Filosofia.  L’epoca in cui Antropologi, Etnologi, Storici delle Tradizioni popolari erano uniti,  le stanze C18, C19 e C20 comunicavano con porte aperte e il laboratorio Audiovisivi era occupato da giovani (e meno giovani) studenti e dottorandi che inventavano robe, scrivevano progetti e, già allora, portavano soldi. 

Ma ritorniamo al perché volli inserire un capitolo sul ‘giusto compenso’.  Uscivo acciaccato da un lungo progetto dove per una serie di errori, in gran parte miei,  inesperienze, malintesi, e qualche malafede, sommata a tanta voglia di fare bene, alla riflessione sul lavoro di gruppo, ai metodi, alla qualità della documentazione e sopratutto a non fare il calcolo del ‘quanto guadagno’. Insomma in sostanza avevo lavorato per circa 5 mesi  a circa 5 euro  giorno lordi!! (si LORDI!)*. Ho capitalizzato facendo diventare ogni riflessione un capitolo della tesi (Malfatti, F., 2007. Tecnologie Digitali e Ricerca Etnoantropologica).

Il testo aveva l’intenzione di esserw la base per la riflessione, quindi una base dalla quale PARTIRE per dialogare su quanto pagare un antropologo ricercatore professionista

Ancora oggi a volte mi domando cosa sarebbe successo se ad un certo punto, dopo un mese, quando mi resi conto di quale era l’andazzo, avessi detto: grazie e arrivederci! Ma il senno di poi son piene le fosse, e in verità sono contento di dove sono ora. 

* Nota: in realtà non me lo potevo permettere, ma questa è un’altra storia.

2007: Giusto compenso.

Non è semplice dipanare questo tema, ho scritto vari appunti che devo riorganizzare. Sono molti i fattori che dobbiamo considerare, ma almeno le attrezzature (nel caso delle tabelle sotto riportate sono a carico del committente), le spese per gli uffici, l’assicurazione malattia ecc. Intanto riporto alcuni link utili

Sicuramente una fonte importante è il Nidil: [Nidil nuove identità Lavoro della Cgil una volta al link www.nidil.it  oggi https://www.nidil.cgil.it/  N.d.a. 2020]  Come base per i calcoli ho preso l’accordo quadro stipulato tra NIDIL-CGIL 2004 pdf 310 Kb) [ nel 2018 è stato siglato un nuovo accordo – Accordo 2018 AOI-Link2007-Cgil-CISL-UIL (pdf 848KB) n.d.a 2020]  e l’associazione delle ONG Italiane, che per semplicità riposto nel sito ma è reperibile sul sito del Nidil nell’archivio accordi.  e l’accordo quadro con UCODEP stipulato nel 2006:  [non più disposable n.d.a. 2020] Entrambi gli accordi riportano un modello di contratto, gli obblighi e una tabella dei compensi.

Ricordo che all’articolo 7 viene riportata la dicitura:

i.  Il compenso  annuo onnicomprensivo, salvo quanto demandato a  compenso per obiettivi, si intende corrisposto a fronte di una collaborazione espletata per 11 mesi. Il Collaboratore ha diritto a complessivi  30  giorni  di  calendario  nell’arco  dell’anno  per  recupero  psicofisico.  Tale  periodo,  durante  il  quale  il  Collaboratore non è vincolato a prestazione alcuna, va riparametrato sulla base della durata del rapporto  di collaborazione.

FasciaCompenso minimo per ogni
giornata di prestazione
Compenso minimo lordo
annuo
Fascia 1Euro 92,21Euro 24.345
Fascia 2Euro 80,74Euro 21.320
Fascia 3Euro 63,62Euro 16.800
Fascia 4Euro 60,31Euro 15.925
Fascia 5Euro 52,90Euro 13.970
   

 

Fasce d’inquadramento

L’inquadramento dei collaboratori che, a diverso titolo, operano nelle ONG dell’AOI, è ripartito in cinque fasce con i seguenti profili:

Fascia 1
Collaboratore responsabile di specifiche aree di attività, con responsabilità di coordinamento di altri collaboratori e di risorse. Svolge una prestazione di altissimo livello ed ha competenze settoriali elevate. Ha responsabilità direttive o di coordinamento generale (in via meramente esemplificativa e non esaustiva (es.): coordinatori generali, coordinatori di settore progettuale).

Fascia 2
Collaboratore che svolge una prestazione professionale di elevato livello nell’ambito di progetti e attività di grandi dimensioni e/o altra complessità a lui assegnati. È responsabile della gestione di progetti e attività regionali e coordina persone e risorse (es. capi missione, coordinatori di area geografica, coordinatori di settore progettuale).

Fascia 3
Collaboratore che svolge una prestazione professionale specifica con responsabilità nell’esecuzione delle attività dei progetti, programmi o fasi di essi a lui assegnati. Secondo la tipologia di progetto, può essergli richiesto di coordinare un team di lavoro (es. capi progetto, ruoli specialistici e tecnici).

Fascia 4
Collaboratore che svolge, con la supervisione di professionisti più esperti, un incarico specifico nell’ambito di progetti o programmi o fasi di essi, relativamente a prestazioni richiedenti contributi professionali di maggiore qualificazione ed afferenti ad incarichi di maggiore complessità (es. tecnici di supporto ad attività di comunicazione, educazione allo sviluppo e raccolta fondi).

Fascia 5
Collaboratore che svolge, con la supervisione di professionisti più esperti, un incarico specifico nell’ambito di progetti o programmi o fasi di essi, relativamente a prestazioni di non particolare complessità (operatori addetti a parti di progetto o di attività settoriale).

Compensi da dipendente e compensi da professionista: ci sono delle differenze!

Ma questi compensi fanno riferimento a una persona che lavora presso il datore di lavoro, con contratto annuale. Come devono essere modificate queste cifre per avere un ‘giusto compenso’ che consideri il lavoro saltuario, occasionale, senza ferie pagate, senza tredicesima ecc. ?

Come calcolare prezzo per il libero professionista? Prendiamo come riferimento la qualità di vita, concetto molto astratto e complesso, che mi propongo di approfondire in altra sede. Un primo livello di valutazione è strettamente economico, quindi assicurare al libero professionista i medesimi benefici economici del dipendente.

Allo stipendio annuo percepito dal dipendente dovrebbero essere aggiunti i costi di:

  • assicurazione infortuni e assicurazione malattia che consentano al professionista di mantenere il livello di reddito quando non può lavorare;
  • le ferie pagate;
  • la tredicesima (o la quattordicesima);
  • una quota per le attrezzature e gli acquisti dei materiali;
  • un adeguamento pensionistico;
  • il TFR;
  • un fondo di riserva (non è detto che tutti i mesi venga contrattato);
  • un fondo per gli anticipi di denaro necessari per il lavoro (solitamente il lavoro viene pagato alla consegna, per cui è come se il ricercatore anticipasse queste cifre sino al pagamento) e per i ritardati pagamenti, può essere calcolato approssimativamente nel 6% annuo di interesse bancario su anticipi e fidi;
  • le spese per affitto di un locale uso ufficio ecc.
  • Il costo del Commercialista e consulente [n.d.a. aggiunto nel 2020]
  • ecc.

Nella Tabella 9 a pagina 145 di (Malfatti 2007) abbozzo un esempio di calcolo, inteso come base per la

Tabella 9 calcoli 2007

discussione e la riflessione. Molte delle cifre sono solo indicative, ma se riportare in un foglio Excel possono essere la base per iniziare a calcolare quando cosa il lavoro di un professionista. Sia per creare il preventivo in un progetto, sia per capire se stiano guadagnando abbastanza oppure se quello che offriamo è ‘giusto’ oppure stiamo affamando i nostri collaboratori.

Nota aggiornamento 2020

Nota: i dati risalgono al 2006, senza rifare tutto il calcolo e verificare la paga base, ho semplicemente attualizzato il valore complessivo annuale al 2019.

Per la rivalutazione è staa usata l’app per la rivalutazione storica gentilmente messa  a disposizione dello studio Avvocato Andreani.

Il nuovo contratto prevede solo 4 fasce ma lo stipendio fascia C (quindi inferiore alla fascia 3 che avevo preso in considerazione)  è di 25.074 (terziario) , a cui applicare la maggiorazione del 6%  arriva a 26.579, nettamente superiore alla rivalutazione dei 16.800 euro anno presi in considerazione che equivarrebbero a 19.736 €.

A questo link è possibile scaricare il foglio excel con i calcoli per il giusto compenso fatti nel 2007 e 2020 

Malfatti, F., 2007. Tecnologie Digitali e Ricerca Etnoantropologica (Tesi in Antropologia Culturale). Siena, Capitolo 5: “I costi della Ricerca”  (link Aggiornato, pdf 50Kb)

 
 

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