Cervia: memorie dei salinari

Progetto Cervia: “Memorie dei salinari”

Contesto e obiettivi

Il progetto  è iniziato nel 2015 in stretta collaborazione con il Comune di Cervia, ed in particolare con la ricercatrice Maria Antonietta Alessandri (Unità operativa Memoria Urbana).

L’obiettivo del progetto “Memorie dei salinari” è la valorizzazione della memoria orale delle persone che hanno lavorato nelle saline di Cervia, e/o hanno vissuto e/o vivono esperienze connesse con il territorio salinaro (abitazione, relazioni parentali, etc.).

Azioni

Il CREA partecipa al progetto attraverso:

  • il supporto scientifico alla realizzazione e analisi  di interviste;
  • la video-registrazione delle interviste
  • il supporto all’analisi qualitativa assistita da computer (con il ricorso al software per l’analisi qualitativa Transana);
  • la produzione di video finalizzati alla valorizzazione delle memorie raccolte.

Ricercatori

I ricercatori CREA attivi nel progetto sono:

Francesco Zanotelli: Coordinatore e direzione scientifica

Francesco Bogani: Ricercatore, specialista in antropologia visiva

Fabio Malfatti: Ricercatore, esperto di analisi qualitativa su archivi audiovisivi digitali.

 

Video prodotti

Nel 2017 sulla scorta del lavoro di ricerca e analisi effettuato, sono stati realizzati il mediometraggio documentario Il sale che fioriva (53′), pubblicato sul sito dell’Ecomuseo del Sale e del Mare di Cervia, e una serie di brevi video tematici di approfondimento (durata variabile dai 3′ ai 6′).

 

Il sale che fioriva

Il sale che fioriva ripercorre per frammenti il dialogo con quattordici interlocutori legati in vario modo alle saline di Cervia, disvelando la pluralità di esperienze e relazioni che hanno preso corpo intorno al lavoro di produzione del sale, prima e attraverso due grandi trasformazioni che nella seconda metà del Novecento hanno segnato nel contesto cervese il mondo salinaro.

La prima di queste trasformazioni ha avuto corso nel 1959, quando le 150 salinette di Cervia, fino ad allora affidate dal Monopolio ad altrettanti salinari che le gestivano autonomamente e ricorrendo quasi esclusivamente al lavoro manuale, sono state  “guastate” per costituire un’unica grande salina a raccolta meccanizzata e gestita con modalità industriali.La seconda trasformazione ha avuto corso a fine secolo, quando a fronte della dismissione avviata dal Monopolio, si è costituita una rete di attori locali che ha rivendicato la salina come patrimonio della città, promuovendone la riscoperta come risorsa identitaria e paesaggistica, e negoziando con l’amministrazione centrale dello Stato la sua destinazione.

I video di approfondimento

I video brevi di approfondimento sono stati prodotti in un momento successivo, sono finalizzati a un’ulteriore valorizzazione delle video-interviste realizzate, e dedicati ad alcuni dei molti temi che l’analisi qualitativa ha fatto emergere.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: