Proprietà intellettuale, privacy e diritti

Ecco che ci troviamo di fronte al problema centrale: come devono esser utilizzati i prodotti di una ricerca, e la ricerca, nel momento in cui diventa applicata entra in una serie di problematiche che trasformano sostanzialmente i lmetodo e il risultato. A parte le problematiche epistemologiche, andiamo su quelle pratiche.

Il problema dei diritti e del copyright è molto complesso, meriterebbe aprire un fourum dedicato solo a questo, soprattutto alla luce della 169 del OIL e della dichiarazione ONU sui diritti dei popoli indigeni (domanda: siamo tutti indigeni o per essere indigeni è necessario avere le piume?).

Premetto che venerdì ho parlato a lungo con Valentina su questo tema. Quanto scritto corrisponde quasi totalmente alla creative commons “Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 2.5” (http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/legalcode), che credo sia la migliore licenza per quanto riguarda la ricerca. l’unica cosa che forse potremmo riflettere rispetto a questa licenza è il fatto che la Collezione di opere” non venga considerata “opera derivata”, quindi potrebbe essere fatto un DVD con le integrali delle interviste (che comunque anche solo per copiare l’archivio viene fatto).

Consiglio di visitare il sito del Creative commons (qui la versione in  Italiano meno ricca ma sempre completa ) e dello science commoons  (

Inizio dalla parte pratica che interessa maggiormente: la dicitura proposta da Valentina (comunque consiglio di integrare esplicitamente il riferimento alla licenza Creative Commons citata, che ha un codice legale molto preciso)  permette al committente il diritto di divulgare le interviste, registrazioni o video in forma integrale (quindi ad esempio creare un database pubblico accessibile integralmente via internet), condividere le interviste tra ricercatori.
Viene posta una limitazione il “fatti salvi i diritti degli intervistati” significa: se l’intervistato dice “non voglio che sia resa pubblica, non voglio che venga usata la mia immagine (se è un video) questo dovrà essere rispettato.

Significa prima di tutto avere un consenso informato sulla intervista, rendere esplicito ed evidente che verrà registrata e cosa potrebbe essere fatt ocon la registrazione, e poi, soprattutto per i video, ottenere una liberatoria firmata.  Generalmente faccio così: mi faccio registrare (se sono in video) con la persona mentre gli spiego cosa stiamo facendo, il progetto e i possibili usi della registrazione, faccio l’intervista e poi alla fine prima di andare via presento la liberatoria che è congiunta ad una dichiarazione sulla privacy

Si perché c’è anche quest’altro piccolo problema: la legge sulla privacy, non ho ancora ben chiaro quali siano le problematiche, ma direi che  l’intervista può contenere dati sensibili, che dovrebbe essere archiviato con le dovute cautele e che l’instervistato ha diritto a sapere chi è il titolare del trattamento delle informazioni. Insomma tutto da chiarire ma ci sono non pochi risvolti problematici.

A volte mi capita (la maggior parte delle volte con le donne) che non vogliano “la fotografia”. Dichiaro allora prima di iniziare l’intervista, che l’immagine non verrà utilizzata. Nel 70% dei casi, a fine itnervista, quando si è stabilito un rapporto di fiducia, al momento di firmare la liberatoria scrivere e nel campo annotazioni: “l’intervistato non concede l’uso dell’immagine” la persona accetta di dare il consenso.

Per ora vi lascio con un paio di link:

http://creativecommons.org/    http://www.creativecommons.it/

http://sciencecommons.org/

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