Incontro Relazione Comunicazione

IMG_2060_minProgetto pilota di ricerca–azione sull’intercultura per insegnanti, famiglie e allievi delle scuole secondarie di primo grado della provincia di Siena

Il progetto Incontro, relazione, comunicazione. Progetto pilota di ricerca-azione sull’intercultura è nato dall’esigenza di stimolare una riflessione sulla realtà scolastica dei docenti e degli alunni e si è fondato sulla convinzione che il taglio interculturale, inteso come metodologia, permette di collegare gli obiettivi cognitivi a quelli socio-affettivi. Il progetto si è proposto come occasione di discussione sulle tematiche dell’intercultura (e sulla loro traduzione in termini applicativi) alla luce delle teorie sull’argomento sviluppatesi in ambito antropologico. Strutturato intorno ai differenti codici di comunicazione (grafico, visivo, corporeo, logico-matematico, letterario, ecc.), il progetto ha delineato un patrimonio di conoscenza condivisa attraverso la realizzazione di un laboratorio interculturale per le classi. Le attività sono state affiancate da un’etnografia sistematica, condotta da operatori antropologi e svolta in momenti strutturati e non strutturati con la finalità di descrivere eventi che riguardano le capacità relazionali dei gruppi e dei singoli all’interno della scuola, e dal supporto di un mediatore linguistico-culturale, utilizzato sia nel rapporto con i genitori sia nell’accoglienza e nell’inserimento degli alunni.

Testo Massimo Squillacciotti “Qui è la mia casa…”

Scheda progetto:

Direzione scientifica ed amministrativa: CREA – Centro Ricerche Etno-Antropologiche

Coordinamento: Valentina Lusini, Umberto Pellecchia

Partners: Assessorato alle Politiche educative e dell’infanzia del Comune di Monteroni d’Arbia (Siena) – Aranciablù Società Cooperativa Sociale (Siena)

Durata: 1 febbraio – 10 giugno 2010 (anno scolastico 2009-2010)

Localizzazione: Scuola secondaria di primo grado “R. Fucini” – Monteroni d’Arbia, Siena

Finanziamenti: Amministrazione Provinciale di Siena (Servizio Attività Economiche, Programmazione, Coordinamento Politiche Comunitarie e Turismo – Ufficio Cooperazione Internazionale)incontro_gruppo

Obiettivo generale del progetto:

Il progetto intendeva proporsi come occasione di discussione sulle tematiche dell’intercultura e sulla loro traduzione in termini applicativi alla luce delle teorie sull’argomento sviluppatesi in ambito antropologico. Strutturato intorno ai differenti codici di comunicazione (grafico, visivo, corporeo, logico-matematico, letterario, ecc.), il progetto si è sviluppato attraverso la realizzazione di un laboratorio interculturale per una classe seconda, che è stato affiancato da un’etnografia sistematica, condotta da operatori antropologi con la finalità di descrivere le dinamiche relazionali dei gruppi e dei singoli all’interno della scuola, e dal supporto di un mediatore linguistico-culturale, utilizzato sia nel rapporto con i genitori sia nell’accoglienza e nell’inserimento degli alunni.

Strumenti:

–  laboratori interculturali coordinati da V. Lusini e condotti in collaborazione con Aranciablù Società Cooperativa Sociale (Siena);

–  mediazione linguistico-culturale a cura del dott. Raymond Siebetcheu;

–  osservazione etnografica, a cura di U. Pellecchia, di situazioni scolastiche strutturate e non strutturate.

Descrizione breve:

IMG_2060_minIl progetto è nato dall’esigenza di avviare una riflessione di taglio antropologico sulla realtà scolastica dei docenti e degli alunni in alcune scuole secondarie di primo grado della Provincia di Siena.

L’obiettivo generale del progetto era quello di rispondere a necessità interne ed esterne al campo scolastico attraverso la messa a punto di un percorso sperimentale di educazione alla differenza in cui il taglio interculturale, inteso come metodologia, permettesse di collegare gli obiettivi cognitivi a quelli più strettamente relazionali e socio-affettivi.

Per l’anno scolastico 2009-2010, il progetto è stato avviato in forma sperimentale in una delle scuole della provincia che ha aderito all’iniziativa, la Scuola Secondaria di Primo grado “R. Fucini” di Monteroni d’Arbia (Siena), con il sostegno finanziario dell’Amministrazione Provinciale di Siena e la collaborazione dell’Assessorato alle Politiche educative e dell’infanzia del Comune di Monteroni d’Arbia.

Il gruppo di lavoro, coordinato da Valentina Lusini e Umberto Pellecchia, ha avviato nel corso dell’estate 2009 una serie di incontri di contatto con gli insegnanti in cui sono state discusse le modalità di organizzazione e realizzazione della sperimentazione, che ha coinvolto sul piano attuativo anche alcune operatrici di Aranciablù Società Cooperativa Sociale (Siena) e un mediatore linguistico-culturale (dott. Raymond Siebetcheu).

Data la complessità del progetto, si è deciso di iniziare la sperimentazione a febbraio 2010, per avere modo di dedicare il periodo precedente alla messa a punto dell’etnografia, dell’intervento di mediazione e delle unità didattiche di laboratorio.

Dal punto di vista operativo, il progetto ha preso forma in un percorso didattico pensato in funzione delle caratteristiche e delle esigenze di una classe seconda, che è stata individuata insieme agli insegnanti. In questa fase i docenti hanno garantito la loro presenza in classe, cooperando alla sperimentazione e assicurando ai ragazzi la loro partecipazione come figure di riferimento. Il laboratorio si è svolto in unità didattiche che mettevano in gioco le abilità di ciascun alunno e del gruppo classe, in una prospettiva di scambio di idee e partecipazione. Partendo dal principio che il percorso dell’identità soggettiva fonda la ricchezza e la complessità del vissuto personale, il laboratorio si è incentrato sull’esplorazione della diversità cognitiva e relazionale, soffermandosi sulle diverse modalità di espressione dell’unicità, fatta di dialetti e modi di comunicare, di vissuti ed esperienze, di narrazioni e memorie di sé. Attraverso l’esplorazione di temi problematici come l’apparenza, la rappresentazione di sé e dell’altro, il punto di vista, lo stereotipo comportamentale, la collaborazione e l’interdipendenza, il laboratorio ha introdotto i ragazzi alla riflessione sulle modalità di comprensione della diversità nei comportamenti, nelle tradizioni, nei modi di comunicare e di trasmettere sapere attraverso la narrazione, la musica, il teatro-danza, il cinema.

Il laboratorio è stato affiancato da un’etnografia sistematica, condotta da un operatore antropologo, che si è svolta in momenti strutturati e non strutturati con la finalità di descrivere le capacità relazionali dei gruppi e dei singoli all’interno della scuola, a partire dalla compresenza non attiva in classe con l’insegnante che svolgeva la lezione e dall’osservazione discreta degli alunni in momenti e luoghi non strutturati (ricreazione, ingresso e uscita da scuola, ecc.).

A ciò si è aggiunto il supporto di un mediatore linguistico-culturale, che è stato utilizzato sia nel rapporto con i genitori sia nell’accoglienza e nell’inserimento degli alunni.

A conclusione della sperimentazione è emersa negli insegnanti e negli operatori l’esigenza di riflettere sull’esperienza per valutare le modalità più adatte a rendere sistematica la sperimentazione. Sono stati quindi discussi sia gli aspetti critici, sia gli aspetti positivi e originali che hanno permesso la buona riuscita del percorso.

Documenti:

Rassegna stampa

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